
La visibilità non è un privilegio. E’ un diritto.
Ieri a Torino si è celebrato il ventennale del Torino Pride, con il claim “Venti di lotte”. Un richiamo ai vent’anni di battaglie per diritti, autodeterminazione e riconoscimento delle persone LGBTQIA+, ma anche ai venti che continuano a spingere queste rivendicazioni nel presente.
Nel mese dei Pride vale la pena ricordare perché manifestazioni come questa sono ancora necessarie.
Non perché i diritti siano una questione identitaria che riguarda qualcun altro. Ma perché la visibilità è una condizione della cittadinanza.
Quando una persona è costretta a nascondersi per paura di discriminazioni, insulti o aggressioni, non stiamo parlando solo di diritti individuali: stiamo parlando della qualità della nostra democrazia.
Purtroppo continuiamo a registrare episodi di violenza e ostilità verso le persone LGBTQIA+. E ogni aggressione produce un effetto che va oltre la vittima diretta: alimenta la paura, scoraggia l’espressione di sé, rischia di ricacciare molte persone nell’invisibilità.
Per questo il Pride continua a essere importante.
Perché rende visibili persone, storie e diritti. Perché afferma che nessuno dovrebbe scegliere tra essere sé stesso e sentirsi al sicuro. Perché ricorda che l’inclusione non è una conquista definitiva, ma un impegno quotidiano.
I diritti esistono davvero solo quando possono essere vissuti alla luce del sole.
Buon mese del Pride a tutte le persone che continuano, ogni giorno, a rendere la nostra società più libera, aperta e inclusiva.
