
Ma sta migliorando anche la qualità delle nostre relazioni?
È stata questa la domanda da cui siamo partite durante l’incontro delle Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione di Torino Social Impact, ospitato da CasArcobaleno, martedì 30 giugno.
Un confronto ricco, aperto e concreto con tante organizzazioni del territorio, insieme ad Allegra Caputo (Collettivo Freeco) e Sabrina Scarpati (SynDiag), che ringrazio per gli stimoli e i punti di vista condivisi.
Ci siamo interrogate su cosa significhi davvero mettere la persona al centro, human in the loop, quando utilizziamo l’intelligenza artificiale nella comunicazione.
Abbiamo parlato di bias, linguaggio, rappresentazione, responsabilità, ma anche di fiducia, ascolto e partecipazione.
Perché comunicare non significa semplicemente produrre contenuti.
Significa costruire significati, rendere visibili persone e prospettive diverse, creare relazioni e rafforzare le comunità.
L’AI può aiutarci a essere più veloci.
Ma la qualità delle domande, la capacità di comprendere il contesto, di riconoscere gli stereotipi e di scegliere consapevolmente le parole restano una responsabilità umana.
Grazie a chi ha partecipato per la qualità del confronto, per le domande, le esperienze condivise e la disponibilità a mettere in discussione pratiche e linguaggi.
Sono proprio questi spazi di dialogo che permettono di trasformare l’intelligenza artificiale in un’opportunità per costruire una comunicazione più consapevole, plurale e capace di generare fiducia. O almeno provarci.

