
“E’ solo online.” Quante volte l’abbiamo sentito dire? Eppure, la violenza digitale ferisce davvero – perché la rete è vita reale.
Il 23 ottobre ho avuto il piacere di partecipare all’incontro “Donne minorenni: stereotipi e violenza”, all’interno del festival Women and the City, di Torino Città per le Donne.
Ho potuto parlare della campagna Orange the World – Unite di UN Women, dedicata quest’anno al contrasto della violenza digitale.
Un momento di confronto e condivisione con tante voci autorevoli impegnate ogni giorno per costruire una società più giusta e libera dalla violenza Marzia Camarda, Silvia Sinopoli, Anna Maria Zucca e due componenti del nostro Comitato scientifico Stefano Ciccone e Celeste Costantino.
La violenza digitale è una forma di violenza sempre più presente nelle vite di tante donne e ragazze. Può iniziare online e proseguire offline, o il contrario. Può essere agita da persone sconosciute o da chi è vicino alla vittima. O ancora il digitale può essere lo strumento con cui si agisce la violenza mediante dispositivi e app.
Perché la rete, come la vita, è reale.
Non parliamo di “virtuale”, ma di un mondo onlife, dove il digitale e il fisico si intrecciano.
Ho voluto sottolineare come anche l’intelligenza artificiale possa avere due volti:
- può diventare una nemica, ad esempio con l’uso distorto dei deepfake,
- ma anche una alleata, se impariamo a usarla per prevenire, ascoltare e proteggere.
Ogni occasione di incontro e dialogo è un passo avanti per riconoscere, nominare e fermare la violenza – anche quella che si nasconde dietro uno schermo.

