
Giovedì scorso si sono incontrate le due Comunità di pratica di Torino Social Impact: Comunicazione e Parità di Genere, che ho il piacere di facilitare.
Questo dialogo fra comunità di pratica distinte è molto stimolante per un confronto fra mondi e sensibilità diverse, che si possono così reciprocamente contaminare.
Ho introdotto il tema della comunicazione inclusiva: un approccio che si esprime attraverso linguaggio, immagini e strumenti in grado di rappresentare e rispettare la diversità delle persone, promuovendo pari dignità e accessibilità per tuttə.
È un tema che, più di altri, accende opinioni contrastanti, ma proprio per questo è urgente e necessario affrontarlo.
Abbiamo toccato, oltre alla parità di genere, altri due ambiti fondamentali:
Disabilità: per andare oltre il pietismo o l’invisibilità, o l’identificazione della persona con la disabilità.
Ageismo: per includere tutte le età con rispetto e valore.
Ho chiuso con una convinzione: la comunicazione inclusiva non è un costo, ma una leva strategica di crescita e competitività. I dati lo confermano: più fatturato, mercati più ampi, reputazione solida e ambienti di lavoro più produttivi.
Poi abbiamo lasciato spazio ai contributi:
- Con Enaip Piemonte abbiamo parlato di Carriera Alias, formazione diffusa e protagonismo giovanile.
- Con Punto Zero abbiamo esplorato il reframing narrativo: risignificare cornici e immaginari per generare impatto sociale.
È stato un incontro denso e arricchente. Ne sono emersi progetti e metodi che valorizzano la diversità: un nodo cruciale per costruire, insieme, un cambiamento culturale positivo e duraturo, senza fare passi indietro.
Qui trovi un racconto dell’incontro.

