
A maggio sono stata protagonista di due giornate intense e partecipate per parlare di urbanistica di genere a Torino. Martedì 20 al Circolo dei Lettori e mercoledì 21 presso la Città metropolitana abbiamo messo al centro un tema fondamentale: ripensare la città a partire dai bisogni, dai vissuti e dalle differenze.
La risposta è stata chiara: grande partecipazione, dialoghi vivi, grande attenzione. Un segnale forte che ci incoraggia ad andare avanti con ancora più determinazione.
L’urbanistica di genere non aggiunge qualcosa alla città: cambia lo sguardo su chi la abita e come la vive.
Martedì ho portato il mio contributo su due fronti che mi stanno particolarmente a cuore:
- divario di genere digitale,
- sperimentazione di tecnologie civiche come FirstLife, piattaforma collaborativa che connette territori, comunità e amministrazioni pubbliche, sviluppata dal Gruppo Territori e Comunità Digitali del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino, di cui faccio parte.
Il mio intervento si è inserito in un dialogo con esperte e amministratrici, a partire dal caso virtuoso del Comune di Castenaso con l’assessora Lauriana Sapienza, che è intervenuta insieme a Silvia Botti e Sarah Elizabeth Gainsforth.
Un tema centrale: le città si possono trasformare davvero solo se ascoltano tutti i corpi e tutte le voci che le abitano.

Ci siamo poi ritrovate mercoledì alla Città metropolitana, insieme alle Consigliere delegate Sonia Cambursano e Rossana Schillaci, con un nuovo appuntamento dedicato a ripensare lo spazio urbano in chiave inclusiva e collaborativa con esperienze concrete del territorio.
E’ stato un confronto tra amministrazioni pubbliche, attivismo civico e progettazione digitale, con la partecipazione di realtà come lo SPI CGIL con Lucia Centillo, Torino Urban Lab con Chiara Lucchini, il Comune di Settimo Torinese con l’assessore Umberto Salvi e l’associazione LaQUP.
In questo contesto abbiamo sperimentato l’utilizzo di FirstLife, piattaforma pensata per accompagnare processi di coprogettazione urbana, mappature partecipative e restituzione pubblica.
Una tecnologia civica che valorizza relazioni, pratiche locali e narrazioni collettive, con attenzione all’inclusione digitale.
L’iniziativa è stata inserita all’interno del programma del Festival sullo Sviluppo Sostenibile dell’ASVIS, in linea con l’Obiettivo 5 (parità di genere) e l’Obiettivo 11 (città e comunità sostenibili) dell’Agenda2030.
