
Essere tornata ad AIxGIRLS , giunta alla sua quarta edizione al SIAF di Volterra, è ogni volta una conferma: dell’energia, delle competenze e della visione che come Donne 4.0 insieme a Daxo Group portiamo nel campo della Data Science e dell’Intelligenza Artificiale.
Il progetto è sostenuto da Lavazza Group, Iveco Group e Fibercop.
Anche quest’anno abbiamo lavorato con un approccio multidisciplinare e interdisciplinare, l’unico davvero in grado di affrontare la complessità dell’AI e, soprattutto, di includere le questioni di genere nei processi tecnologici.
In più le ragazze si sono impegnate nella costruzione di modelli applicativi basati su strumenti di AI, affrontando temi ad alto impatto sociale e ambientale, come l’educazione sugli SDGs, l’alimentazione sana, il turismo inclusivo, un primo aiuto psicologico.
Come ripeto spesso, la chiave è formare alla consapevolezza. Perché chi conosce, non subisce le trasformazioni, ma ha gli strumenti per diventarne protagonista.
Durante la mia lezione su AI e bias di genere, ho riscontrato una partecipazione profonda e curiosa. Molte di loro avevano già espresso una forte sensibilità sul tema fin dalla candidatura, un bel segnale del cambiamento culturale in atto. Alcuni estratti:
“Sono convinta che l’AI sarà inevitabilmente parte del mio futuro: voglio capirla, guidarla e renderla giusta.”
“In classe sono tra le più brave in informatica, ma quando si parla di chi è ‘portato’, si pensa subito a un ragazzo. Voglio cambiare questa narrazione.”
“Questo camp è un’opportunità per uscire dalla mia comfort zone e confrontarmi con altre ragazze appassionate di tecnologia.”
“Voglio capire come l’AI funziona da dentro e imparare a usarla con creatività e responsabilità.”
“Credo nel potere della tecnologia, ma ancora di più nel potere delle ragazze che vogliono imparare.”
E non solo: accanto alle competenze, le ragazze sono riuscite a costruire un ambiente accogliente e non competitivo. Un ambiente che fa la differenza, soprattutto quando si affrontano materie ICT che, troppo spesso, continuano ad essere respingenti verso le ragazze. Un aspetto particolarmente positivo è stato vedere formarsi una vera squadra di pari, sostenuta dalla guida di cinque ambassador – ragazze che avevano partecipato alle precedenti edizioni. Nessuna ha prevaricato: tutte hanno contribuito in uno spirito di sorellanza veramente prezioso, su cui dovremmo investire di più a tutti i livelli e età.Altro segnale importante: la presenza di tante donne formatrici in ruoli chiave ha mostrato, concretamente, che la competenza femminile nell’AI esiste e deve essere più visibile.
AIxGirls non è solo un camp: è un’esperienza di crescita tecnica, personale e collettiva. Un passo concreto per colmare il gendergap e costruire un’AI più equa, inclusiva e consapevole.
Un grazie a Darya Majidi e Roberta Russo, con le quali condivido questo percorso.

