
In Italia parlare di parità di genere significa ancora confrontarsi con dati che mostrano quanta strada ci sia da fare.
Lunedì 24 novembre, a Montecitorio, abbiamo compiuto un passo importante per cambiare questa traiettoria.
Abbiamo presentato il primo Report del Comitato scientifico di UN Women Italy, che ho l’onore di coordinare con il supporto di Deloitte. Abbiamo restituito un anno di lavoro intenso, costruito con un gruppo straordinario di esperti che hanno messo a disposizione competenze, dati e visione.
Le leve su cui abbiamo deciso di agire non rispondono a ostacoli “naturali” o inevitabili. Sono osatcoli strutturali e culturali. e proprio per questo possono essere cambiati.
Le nostre dieci priorità partono da una convinzione semplice ma decisiva: l’Italia non può più crescere lasciando indietro metà del proprio talento.
Non vogliamo sia fatto un posto in più al tavolo: vogliamo cambiare la forma del tavolo.
Cambiare la forma del tavolo significa cambiare i modelli maschili, educare al rispetto, alla responsabilità, alla parità. Significa smettere di considerare la parità come un tema “a favore delle donne” e iniziare a riconoscerla come una leva di qualità dello sviluppo del Paese.
Le nostre dieci priorità delineano una direzione chiara:
– indipendenza economica e finanziaria femminile
– infrastrutture sociali solide
– un cambiamento culturale che coinvolga anche gli uomini come alleati.
Non si tratta di chiedere concessioni, ma di costruire condizioni.
Da oggi continuiamo, con l’obiettivo di trasformare le nostre proposte in azioni che generino impatto reale, aggiornando il nostro report del prossimo anno.
Ringrazio i componenti del Comitato Scientifico e il nostro knowledge partner Deloitte per il lavoro rigoroso e condiviso che ci ha portati fin qui, la presidente Darya Majidi, Silvana Perfetti, Magda Bianco, Cristiana Carletti, Stefano Ciccone, Celeste Costantino, Maria De Paola, Saverio Gazzelloni, Maurizia Iachino Leto di Priolo, Barbara Leda Kenny, Marcella Mallen, Paola Profeta, Fabio Roia e Alessandro Rosina, e anche il nostro board.

