
Un’alta concentrazione di donne nell’AI nel nord Italia stenta a emergere.
Il paper La Dolce Vita Paradox (Interface, settembre 2025), a cui ho contribuito, analizza il mondo italiano dell’AI, mettendo in luce una forte concentrazione di talento femminile, soprattutto nel Nord, e in particolare a Milano (AI talent divide).

Cosa emerge:
- Milano guida le città europee per la partecipazione femminile nel settore AI, che è pari al 30,7 % dei professionisti AI.
- L’Italia produce anche la più alta percentuale di articoli sull’intelligenza artificiale pubblicati da almeno un’autrice tra i paesi OCSE.
- Il numero di donne è elevato agli inizi della carriera: ~35,4 % nei ruoli entry-level. Il calo netto nei livelli senior — solo ~14,2 % raggiunge ruoli dirigenziali — evidenzia il fenomeno della “leaky pipeline”.
Lavori come quelli su intelligenza artificiale beneficiano di reti professionali più chiare e opportunità formative, il che può attrarre – o trattenere – molte donne rispetto ad altri campi STEM.
Tuttavia, rimangono sfide strutturali: retribuzioni più basse, contratti meno stabili, difficoltà di fare carriera per chi deve conciliare lavoro e responsabilità familiari.
Le raccomandazioni principali:
- rafforzare programmi di sviluppo carriera per donne,
- ripensare gli incentivi fiscali con un’ottica regionale,
- incentivare l’attrazione e il mantenimento del talento internazionale, semplificando le procedure per agire sui “talent corridors”.
