
Il femminile non è solo una forma grammaticale: è anche qualcosa che si costruisce nelle relazioni, nella sorellanza.
Se devo pensare a chi ringraziare oggi, il mio pensiero va alle donne che ho accanto.
Alle amiche di lunga data, con cui ho attraversato anni, difficoltà e soddisfazioni. E a quelle incontrate più recentemente nei percorsi di lavoro e di attivismo, con le quali ho costruito legami importanti anche in poco tempo.
Sapere che ci sono, che posso parlarci nei momenti di difficoltà, confrontarmi, chiedere consiglio o semplicemente condividere un dubbio fa davvero la differenza. Sono punti di riferimento concreti.
Non è sempre stato e non è tutto semplice. Qualche delusione o difficoltà nel tempo c’è stata, come in tutte le relazioni.
I dati sulla parità di genere non sono assolutamente quelli che vorremmo.
Siamo in un periodo segnato da aggressività, violenza e tremendi conflitti.
Proprio per questo credo che sia importante riconoscere il valore delle relazioni, delle alleanze, del fare squadra. Anche nell’attivismo, valorizzare non solo percorsi individuali, ma la capacitàdi sostenersi e lavorare insieme.
L’immagine che accompagna queste riflessioni ricorda che il femminile non è qualcosa che “esiste e basta”. È anche qualcosa che si costruisce, nella cultura e nelle relazioni. Anche attraverso la sorellanza.
Lo dico anche per sfatare uno stereotipo duro a morire: quello secondo cui le donne non si sostengono e sarebbero spesso rivali tra loro. La mia esperienza racconta qualcosa che può essere diverso.
Grazie alle mie amiche, per esserci.
