
Dall’1 al 3 ottobre Torino ospiterà la Biennale della Prossimità 2026, tre giornate dedicate alle Pratiche di democrazia profonda.
Venerdì 2 ottobre alle 9, al Cecchi Point, avrò il piacere di introdurre il panel sulla prossmità digitale, a partire da una domanda decisiva: il digitale, da utopia democratica, rischia di trasformarsi in uno strumento di esclusione e controllo sociale. Come rendere la transizione digitale un fattore di cambiamento sociale e democratico, capace di sostenere prossimità, partecipazione e protagonismo delle persone?
Parlare di democrazia profonda significa andare oltre la semplice consultazione: creare le condizioni perché tutte le persone, comprese quelle le cui voci restano più facilmente ai margini, possano partecipare, essere ascoltate e incidere sulle decisioni che riguardano le comunità.
In questa prospettiva, sociale e digitale non possono procedere su binari separati. Le tecnologie devono rafforzare le relazioni, rendere visibili bisogni e risorse dei territori, ampliare le possibilità di partecipazione e sostenere la capacità delle comunità di agire. Perché questo accada, però, devono essere accessibili, inclusive e progettate mettendo al centro le persone.
Questo dialogo tra territori e strumenti digitali accompagnerà anche la Biennale: su FirstLife del Gruppo Territori e Comunità Digitali del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino sono state mappate le organizzazioni partecipanti e alcune interessanti storie di prossimità legate ai luoghi che ospitano questa edizione. Una mappa non soltanto per orientarsi, ma per scoprire relazioni, esperienze e pratiche che rendono viva la prossimità.
La partecipazione è gratuita. Vi aspetto a Torino!
