
Mercoledì 18 giugno, nella sede di Confindustria Canavese a Ivrea, ho partecipato al convegno “Sguardi sull’intelligenza artificiale – Persone, tecnologie e territori al centro del cambiamento”, promosso dal Gruppo Imprenditrici Dirigenti per il Canavese in collaborazione con Fondazione Piemonte Innova e con il patrocinio di Confindustria Piemonte.
Nel panel dedicato all’impatto sociale dell’AI abbiamo affrontato temi cruciali per chi oggi progetta, adotta o regolamenta tecnologie intelligenti.
Ho approfondito la dimensione etica e sociale dell’AI, che può rafforzare o ridurre le disuguaglianze, e anche l’impatto diverso dell’AI sul mondo del lavoro in un’ottica di genere.
Shalini Kurapati ha sottolineato l’importanza della qualità e rappresentatività dei dati usati per addestrare gli algoritmi.
Mattia Puleo ha mostrato l’impatto dell’AI nel settore creativo, con l’esempio del doppiaggio e del voice-cloning.

Gli interventi di tutti i panel si sono bene integrati mettendo al centro la necessità di un approccio etico e culturale all’AI, e di fare rete tra pubblico e privato per affrontare le sfide tecnologiche del futuro.
Ho affrontato gli stessi temi nel talk di venerdì 27 giugno a IN.DIFFEST, organizzato dall’associazione in.differenti presso Dom – Spazi condivisi a Alba.
Mi ha fatto particolarmente piacere essere stata invitata da questa nuova associazione culturale fondata 2 anni fa da sette giovanissimi albesi, tutti studenti poco più che ventenni, con il dichiarato scopo di “creare cultura e momenti di aggregazione, per i giovani e per l’intera comunità”. Il nome della neonata associazione prende spunto da una celebre frase di Antonio Gramsci: “L’indifferenza è il peso morto della Storia”.
E di fronte all’utilizzo dell’intelligenza artificiale non possiamo rimanere indifferenti.
Questi momenti permettono di condividere saperi e esperienze per affrontare le sfide future in modo consapevole e etico, mettendo al centro le persone e le relazioni.
