
Uno studio lo dimostra.
Le strade non sono solo luoghi di passaggio. Sono narrazioni quotidiane.
Ogni targa racconta chi riteniamo degno di memoria pubblica e contribuisce a costruire il nostro immaginario collettivo.
Uno studio recente pubblicato su Lavoce.info (“Strade che parlano: toponomastica senza donne”) mostra che la toponomastica influenza davvero le percezioni di genere, soprattutto tra i giovani.
Il risultato più significativo è questo: Un aumento di un punto percentuale nella quota di strade intitolate a figure femminili è associato a un incremento dell’1,4–1,7% nella probabilità che un giovane non ritenga gli uomini migliori leader politici delle donne.
Non si tratta quindi di simboli vuoti, ma di cultura che prende forma nello spazio urbano.
C’è un altro dato interessante: la correlazione positiva tra toponomastica femminile e percezioni di equità è più forte nei comuni in cui le strade dedicate alle donne ricordano figure laiche. Donne che hanno agito nella scienza, nell’arte, nella politica, nella società.
Questo ci dice che la toponomastica può essere uno strumento concreto di promozione della parità di genere, capace di incidere sugli stereotipi prima ancora che sulle opinioni esplicite. Una forma di educazione silenziosa, quotidiana, potentissima.
È in questa direzione che si inserisce il lavoro che come Gruppo Territori e Comunità Digitali del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Torino stiamo portando avanti con le tecnologie civiche digitali.
In particolare, l’Agenda Digitale della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito delle attività della Comunità Tematiche Emilia-Romagna sul Digital Gender Gap, in collaborazione a Lepida ScpA, ha realizzato con FirstLife uno strumento per supportare progetti di urbanistica femminile partecipata che si chiama Mappa Digitale della città femminile e plurale.
Una mappa partecipata che rende visibile il contributo delle donne nello spazio pubblico e nella memoria collettiva, e che invita a ripensare le città come luoghi più equi e inclusivi, partendo proprio dalla Toponomastica femminile con una mappatura delle strade dei comuni realizzata con l’AI.

