
La scorsa settimana sono stata ospite della rubrica Sognare si può di Ivana Posti, in onda su Radio Stella Piemonte.
Il mio sogno non è tecnologico. È profondamente umano.
Sogno di riuscire a diffondere una maggiore consapevolezza del fatto che l’intelligenza artificiale non sia neutrale e che il suo impatto entri, spesso in silenzio, nelle nostre vite quotidiane.
E questo impatto può essere critico in modo particolare su metà della popolazione: le donne.
È fondamentale che se ne parli uscendo dai luoghi abitati solo da persone già sensibilizzate.
Deve arrivare a chi non ci ha mai pensato, a chi usa strumenti digitali senza sapere che dentro portano decisioni, dati, visioni del mondo.
Ogni giorno incontro persone brillanti, attente, curiose che però non hanno mai avuto l’occasione di fermarsi a riflettere su queste dinamiche. E non per disinteresse, ma perché nessuno gliene ha mai parlato nel modo giusto.
Questa conversazione nasce proprio per questo.
Per aprire uno spazio.
Per accendere una domanda.
Per ricordarci che il futuro non si subisce: si costruisce, insieme.
