
Un recente articolo di Euronews evidenzia come le donne adottino l’intelligenzaartificiale meno degli uomini.
Non per resistenza al cambiamento, ma per esperienza concreta.
E’ importante avere presenti le cause principali:
• maggiore percezione del rischio, soprattutto occupazionale,
• minore rappresentanza nei ruoli decisionali e di sviluppo dell’AI,
• impatto asimmetrico dell’automazione, che colpisce più spesso settori a forte presenza femminile,
• benefici poco chiari, a fronte di costi e responsabilità immediati,
Questo scetticismo non è un freno all’innovazione, ma un segnale di allarme: l’AI non è neutrale e i suoi effetti non sono distribuiti in modo equo.
Per questo servono poche ma chiare priorità: inclusione, formazione mirata e trasparenza sugli impatti reali, a partire dal creare consapevolezza a riguardo.
Tenerne conto non rallenta il progresso, ma lo qualifica positivamente.
