
Rendere la cultura davvero accessibile: oltre l’ascolto, dentro la partecipazione
Per il 3 dicembre, la Giornata internazionale delle persone con disabilità, voglio portare un esempio concreto su cui sto lavorando come associazione Cultura e Salute nel progetto Narrazioni Parallele, in collaborazione con LUCAS ets e APIC – Associazione Portatori di Impianto Cocleare.
Il lavoro che stiamo facendo nasce da un principio semplice: l’inclusione non si costruisce con i racconti che commuovono, ma con strumenti, conoscenza e coinvolgimento reale delle persone.
La scorsa settimana, durante l’incontro “Oltre l’ascolto!”, presso il Centro Servizi per il Volontario Vol.To ETS, abbiamo esplorato l’ipoacusia non come una condizione “da raccontare”, ma come una realtà da comprendere, affrontare e integrare nelle politiche culturali.
Con il contributo di medici, associazioni e persone con esperienza diretta, abbiamo discusso:
– cosa significa vivere con un deficit uditivo,
– quali tecnologie – oggi accessibili – permettono di partecipare pienamente alla vita culturale, concerti compresi,
– quanto sia importante la conoscenza per superare stereotipi,
e persino le parole di Beethoven, che nelle sue lettere descriveva la sua ipoacusia come una ferita e una forza allo stesso tempo.
APIC ci ha ricordato una cosa fondamentale: l’accessibilità non è un “servizio in più”, è condizione per la cittadinanza culturale.
Il progetto continua, e continuerà anche nel 2026, con nuovi momenti di approfondimento e co-progettazione.
Quando cultura, salute e innovazione dialogano davvero, si aprono spazi nuovi di partecipazione e di benessere per tutte e tutti.

