
Accessibilità e intersezionalità nella comunicazione non sono solo una questione tecnica. Sono una scelta strategica e culturale.
Il 21 aprile ho partecipato all’incontro congiunto delle Comunità di pratica Parità di genere e Comunicazione dell’ecosistema Torino Social Impact: un momento di confronto su come narrazioni, linguaggio e progettazione dei contenuti possano rafforzare, oppure mettere in discussione, le disuguaglianze.
L’incontro, co-organizzato con Fondazione Time2 e Forword, ha intrecciato prospettive diverse, tra cornici teoriche e strumenti pratici: dall’intersezionalità come lente per leggere la complessità, fino ad approcci concreti per rendere i contenuti digitali più accessibili.
E’ emerso come l’accessibilità non accada per caso. Va progettata intenzionalmente, attraverso il coinvolgimento attivo delle persone.
Perché comunicare non è solo raccontare. È decidere chi rendere visibile e come.
E forse oggi questo tipo di confronto è ancora più necessario in un tempo in cui questi temi vengono spesso considerati secondari, irrilevanti, o sacrificati in nome di una semplificazione che rischia di appiattire la realtà invece di renderla più comprensibile.
Vai alla sintesi dell’incontro.

