
Nel dibattito pubblico si parla spesso di limitazioni all’uso di smartphone e social da parte dei minori. È un tema importante, ma rischia di essere riduttivo se non accompagnato da una riflessione più ampia.
L’educazione civica digitale non può esaurirsi nei divieti: richiede strumenti, consapevolezza e capacità critica.
Per questo segnalo il volume: “Appunti di educazione civica digitale”.
Quaderno della Ricerca #92, a cura di Pietro Jarre, Gianni Garbarini e Marco Pozzi (Loescher editore Torino)
Il testo nasce dagli interventi del Digital Ethics Forum organizzato da Sloweb e raccoglie contributi utili per comprendere le trasformazioni in corso tra tecnologie, diritti e responsabilità.
Parlare di educazione civica digitale significa affrontare una sfida culturale che riguarda tutta la società.
In questo quadro, non possiamo trascurare i bias di genere nei sistemi di intelligenza artificiale: spesso invisibili, incidono concretamente su opportunità, rappresentazioni e accesso ai diritti.
Il mio contributo nel volume è dedicato proprio a questo tema.
Un lavoro utile per chi insegna, per chi educa, per chi opera nel digitale e per chi vuole interrogarsi sul significato di cittadinanza nell’epoca delle tecnologie pervasive.
Il volume è disponibile negli store online e ordinabile in libreria.
Il pdf completo è disponibile sul sito di Loescher Editore ed è fruibile anche su MyLim.
