
Partecipare il 25 novembre all’assemblea di Donne 4.0 a Firenze è stato, come sempre, un momento di grande energia e ispirazione.
Un’occasione per incontrare donne (e un socio!) di competenze diverse, provenienti da tutte le regioni d’Italia e di età differenti, unite dalla stessa visione: costruire un futuro più equo, digitale e inclusivo.
Mi ha colpito in particolare la presenza di numerose giovani donne, aperte al dialogo tra generazioni — un segno concreto della vitalità e della capacità di rinnovarsi della nostra associazione.
L’assemblea è stata l’occasione per fare il punto sui progetti portati avanti in questi anni e per programmare insieme il futuro, con un lavoro corale che ha coinvolto tutte le socie e il socio, in un clima di ascolto e collaborazione.
Come Commissione Analisi e Advocacy, che coordino insieme a Loredana Grimaldi, stiamo lavorando a un importante progetto sul divario di genere digitale che abbiamo presentato il 13 novembre.
Più che dei contenuti e delle competenze, voglio sottolineare la forza collettiva di Donne 4.0: un’associazione che, grazie alla regia della presidente Roberta Russo, e prima di Darya Majidi, si distingue per il lavoro di squadra, per la condivisione reale, per la sorellanza concreta.
Merce rara, quando troppo spesso prevale solo l’affermazione indviduale.

