
Quando introduciamo l’intelligenza artificiale nei processi di valutazione, non stiamo solo cambiando strumenti: stiamo ridefinendo cosa conta, chi conta e come viene misurato il valore.
È da qui che sono partita nel mio intervento al webinar: “Valutazione e intelligenza artificiale n chiave di pari opportunità”, il 30 marzo, organizzato dall’Associazione Italiana Valutazione.
Mi sono concentrata su una domanda che considero decisiva: cosa succede quando i criteri valutativi incontrano sistemi che apprendono da dati già attraversati da disuguaglianze?
Quali impliciti vengono tradotti in algoritmi?
Quali effetti produciamo quando automatizziamo la valutazione?
E soprattutto: come possiamo usare l’AI non solo per misurare, ma per ri-orientare le politiche in senso più equo?
Abbiamo parlato di valutazione come spazio politico oltre che tecnico, dove concetti come Algoretica e Femminismo dei dati diventano strumenti operativi, non etichette.
Per me è stata un’occasione per portare una riflessione su come rendere i processi valutativi più consapevoli, trasparenti e trasformativi.
