
Dopo mesi di scrittura, studio, riletture e confronto, Cambiare la forma del tavolo. Come l’intelligenza artificiale può accelerare o affossare la parità di genere, è finalmente uscito.
La prima presentazione pubblica si terrà martedì 3 novembre a Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, nell’Auditorium Terzani della Biblioteca San Giorgio. Sarà un’occasione speciale, non soltanto perché segna l’inizio del percorso pubblico del libro, ma anche perché mi permetterà di dialogare con Elena Bascone, autrice di Italian Dream. L’arte di guardare al futuro e firma della prefazione al mio volume.
Perché “Cambiare la forma del tavolo”
Il titolo nasce da una convinzione maturata nel corso delle mie esperienze professionali, istituzionali e associative. Quando parliamo di parità di genere, spesso concentriamo l’attenzione sulla necessità di aumentare il numero delle donne presenti nei luoghi decisionali. È un passaggio indispensabile, ma da solo non è sufficiente.
Possiamo aggiungere nuovi posti a un tavolo e lasciare immutate le regole, le gerarchie, i linguaggi e le priorità che lo governano. Possiamo essere presenti senza avere realmente la possibilità di orientare le scelte. Possiamo contare le donne senza chiederci chi viene ascoltata, chi progredisce, chi dispone delle risorse e chi contribuisce a definire il futuro.
Cambiare la forma del tavolo significa quindi ripensare i luoghi in cui si esercita il potere: chi vi accede, quali competenze vengono riconosciute, quali esperienze sono considerate rilevanti e quale idea di società guida le decisioni.
Questa domanda diventa ancora più urgente di fronte all’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale non è neutrale
L’intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro, la formazione, la salute, la comunicazione, i servizi pubblici e il modo in cui vengono assunte decisioni che riguardano la vita delle persone.
Queste tecnologie possono offrire opportunità straordinarie, ma non nascono in uno spazio neutrale. Imparano da dati prodotti dalle nostre società e possono quindi incorporarne stereotipi, esclusioni e rapporti di potere. Se sviluppate e utilizzate senza uno sguardo attento alle differenze, rischiano di rendere più rapide, più estese e meno riconoscibili discriminazioni già esistenti.
Nel libro ho cercato di raccontare questo passaggio senza demonizzare la tecnologia. L’intelligenza artificiale non rappresenta un destino già scritto: molto dipenderà dalle scelte che compiremo, dalle persone coinvolte nella sua progettazione, dalle regole che adotteremo e dagli obiettivi che decideremo di perseguire.
Per questo il libro intreccia dati, esperienze, storie e proposte. Si rivolge non soltanto alle persone esperte di tecnologia, ma soprattutto a chi pensa che l’intelligenza artificiale sia un tema distante dalla propria vita. Comprenderne gli effetti è ormai una condizione necessaria per partecipare consapevolmente alle decisioni che stanno costruendo il nostro futuro.
Vorrei che il libro raggiungesse anche le ragazze e le giovani donne, perché possano riconoscere la partita che si sta giocando e sentirsi autorizzate non soltanto a utilizzare le nuove tecnologie, ma a progettarle, governarle e decidere per quali finalità impiegarle.
Lo sguardo di Elena Bascone
Ho voluto che la prefazione fosse scritta da Elena Bascone perché il suo percorso rappresenta bene l’incontro fra politiche pubbliche, innovazione tecnologica e sguardo verso il futuro.
Elena è economista politica, scrittrice, artista concettuale e consulente internazionale specializzata in Tech Policy, sanzioni internazionali e transizione digitale dell’Unione europea. Le sue esperienze presso le istituzioni europee e la sua attività di ricerca e consulenza le consentono di osservare la tecnologia non soltanto come innovazione tecnica, ma come terreno di scelte politiche, economiche e sociali.
Nel suo romanzo Italian Dream. L’arte di guardare al futuro, pubblicato da Mondadori, racconta la vicenda di Lia, una giovane donna alla ricerca del proprio futuro. È un romanzo di formazione, una storia di trasformazione e un invito rivolto soprattutto alle ragazze e ai ragazzi a non rinunciare ai propri sogni e alla possibilità di incidere sulla realtà.
Ho riconosciuto nel suo lavoro una sensibilità vicina a quella che attraversa il mio libro: la convinzione che il futuro non debba essere semplicemente previsto o atteso, ma possa essere immaginato, discusso e costruito. Anche per questo il dialogo di Pistoia offrirà l’occasione di mettere in relazione due prospettive e due generazioni.
Dall’antichità all’intelligenza artificiale
L’incontro del 3 novembre si intitola La parità di genere e l’empowerment femminile: dall’antichità all’IA ed è organizzato da YouLab Pistoia – An American Corner.
I nostri due libri affrontano temi differenti, ma condividono alcune domande di fondo: quale spazio viene riconosciuto alle donne nella costruzione della società? Chi può immaginare il futuro? Chi dispone degli strumenti per realizzarlo? In che modo cultura, politiche pubbliche e tecnologie possono ampliare le opportunità, invece di restringerle?
Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, è il luogo ideale per cominciare questo percorso.
I libri non offrono soltanto risposte: permettono di costruire uno spazio pubblico nel quale porre domande, mettere in discussione ciò che consideriamo inevitabile e immaginare possibilità diverse.
Il mio auspicio è che questa prima presentazione diventi l’inizio di una conversazione più ampia. Perché l’intelligenza artificiale riguarda tutte e tutti. E perché cambiare la forma del tavolo richiede molte voci, molti sguardi e la disponibilità a costruire insieme nuove regole.
La parità di genere e l’empowerment femminile: dall’antichità all’IA
Martedì 3 novembre 2026, dalle ore 17 alle 19
Auditorium Terzani – Biblioteca San Giorgio
Via Sandro Pertini 340, Pistoia
Con Monica Cerutti, autrice di Cambiare la forma del tavolo. Come l’intelligenza artificiale può accelerare o affossare la parità di genere, ed Elena Bascone, autrice di Italian Dream. L’arte di guardare al futuro.
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
