
A Pistoia, il mio libro ha aperto un confronto con adulti e studenti su intelligenza artificiale, linguaggio e stereotipi di genere. Proprio il dialogo che speravo di costruire.
Una presentazione con un pubblico adulto e due incontri con le classi quarte e quinte dell’indirizzo Informatica dell’Istituto Fedi-Fermi: così è cominciato il viaggio di Cambiare la forma del tavolo a Pistoia Capitale del Libro.
Con Elena Bascone, che ha scritto la prefazione, abbiamo avviato confronti che mi hanno restituito il senso del progetto editoriale: portare il rapporto tra intelligenza artificiale e parità di genere anche fuori dai contesti già sensibilizzati.
Abbiamo dialogato soprattutto con uomini e ragazzi. Nelle classi, la presenza quasi esclusivamente maschile rendeva immediatamente visibile proprio uno dei temi del libro: la scarsa partecipazione delle ragazze agli studi informatici.
Sono emerse perplessità sulla parità e sull’attenzione al linguaggio: se una competenza o un ruolo possono appartenere a chiunque, perché dare importanza al genere delle parole?
Parlare dei modelli linguistici dell’IA ha aiutato a rendere concreto il punto. Gli LLM apprendono dai testi: le parole con cui rappresentiamo professioni, competenze e autorità contribuiscono alle associazioni che questi sistemi possono riprodurre. Il linguaggio diventa così anche una questione di come costruiamo la tecnologia.
Un’altra osservazione ricorrente: «Se le ragazze non scelgono informatica, è perché non interessa loro». Ma come si forma un interesse? Quanto pesano le aspettative, gli incoraggiamenti, i modelli nei quali riconoscersi? Abbiamo discusso anche dello stereotipo secondo cui le ragazze sarebbero meno portate per la matematica e di quanto convinzioni simili possano restringere le possibilità prima ancora che una scelta venga compiuta.
Il bilancio è molto positivo, proprio per le domande e le obiezioni emerse. Sono occasioni preziose per ascoltare, spiegarsi e mettere in discussione ciò che sembra scontato.
Grazie a Elena Bascone per aver accompagnato questi incontri con il suo sguardo, il suo libro . ’ e le sue riflessioni, a Devid Panattoni, responsabile della Biblioteca San Giorgio di Pistoia, per l’accoglienza e lo spazio dato al libro, e a tutte le persone presenti, alle docenti, ai docenti e alle classi del Fedi-Fermi per questo confronto.
È il viaggio che immaginavo per Cambiare la forma del tavolo: un libro capace di aprire conversazioni, anche dove questi temi incontrano dubbi e resistenze. Perché il futuro dell’intelligenza artificiale riguarda tutte e tutti. E abbiamo bisogno di discuterne insieme.

