
In un momento in cui il dibattito globale è dominato da conflitti e tensioni, vale la pena fermarsi anche su ciò che si costruisce.
A Conakry in Guinea, nei giorni scorsi, ho incontrato alcuni giovani, ragazzi e ragazze, coinvolti in un bootcamp legato al progetto del museo virtuale della città.
Guardarli è stato sufficiente per capire quanto il tema della cultura, qui, sia concreto: strumenti digitali, contenuti, accesso al patrimonio.
Il progetto si inserisce in un percorso più ampio, sostenuto anche dalla cooperazione francese e dall’Agence française de développement (AFD), insieme al Ministero della Cultura, del Turismo e dell’Artigianato, impegnati nella valorizzazione del Musée national de Guinée.
In questo contesto, la cultura non è un elemento accessorio. È uno degli spazi in cui si costruiscono identità, competenze e capacità di immaginare alternative.
Nessuna retorica, solo lavoro e attenzione a ciò che può essere costruito.
Se esiste un’idea diversa di futuro, da quello che ci viene trasmesso dalle notizie tremende di queste settimane, questa idea passa anche da qui.
