• L'arcivescovo Cesare Nosiglia durante i funerali di Beauty, la migrante nigeriana respinta dalla gendarmeria francese e poi morta dopo avere dato alla luce un bimbo, nel Santuario della Consolata, Torino, 7 aprile 2018. ANSA/ ANTONINO DI MARCO

    Il funerale di Beauty: le persone non sono merci indesiderabili

    Sabato scorso ho avuto il compito di rappresentare la Regione al funerale di Beauty, la donna nigeriana che è stata respinta con il marito alla frontiera di Bardonecchia.
    Come è stato riportato dai media la donna è poi stata ricoverata perché gravemente malata, e ciò ha permesso di salvare il suo bimbo, Israel, nato prematuro, in coincidenza alla sua morte.

    Ho avuto modo di esprimere la nostra solidarietà al marito Destiny, naturalmente scosso, e infastidito dalle telecamere presenti, che ha vissuto come un’irruzione non rispettosa del suo immenso dolore.
    Anch’io mi sono sentita a disagio timorosa di invadere una dimensione che è assolutamente privata e ha diritto di essere rispettata.
    La cerimonia è stata invece molto toccante con un’ampia partecipazione, anche della comunità nigeriana, che ha animato la funzione religiosa con canti di un coro gospel.
    L’arcivescovo Nosiglia si è detto orgoglioso della vicinanza della comunità torinese, ma non altrettanto della disumanità delle regole europee.
    Per me questo momento ė stato l’occasione per riflettere sulle tante altre morti che stanno avvenendo ai nostri confini, persone che per noi spariscono in un oblio terribilmente anonimo, senza alcuna attenzione.
    L’unione Europea ha come valore costituente il diritto alla vita, e le persone non possono essere considerate delle merci indesiderabili, indipendentemente dalla loro provenienza o dal colore della loro pelle.
    E un grande plauso, rispetto al lavoro in Val Susa di accoglienza e informazione alla dissuasione nell’intraprendere viaggi pericolosi, va all’associazione Rainbow4forAfrica, ai mediatori interculturali, alle amministrazioni comunali, che stanno dando prova di grande responsabilità e umanità.
    Noi come Regione stiamo lavorando con il Consorzio Socio-assistenziale della Val Susa, con la priorità all’accoglienza e all’inclusione dei Minori Stranieri Non Accompagnati. Ci adopereremo per attivare un tavolo con la prefettura di Torino che affronti le criticità nei prossimi mesi, partendo da un serio coordinamento fra le azioni di tutte le istituzioni competenti sul tema.

Commenti chiusi