
Ieri mattina, in frazione Praie a Locana (TO), è stato inaugurato il nuovo acquedotto della Valle Orco: un’opera attesa da anni che segna un passaggio decisivo per la gestione delle risorse idriche nel Canavese.
In un contesto sempre più segnato dai cambiamenti climatici, anche territori storicamente ricchi d’acqua si trovano oggi a fare i conti con nuove fragilità.
Grazie all’utilizzo delle acque degli invasi del Gran Paradiso e a una rete di oltre 140 km di condotte, il nuovo acquedotto garantisce maggiore continuità, qualità e affidabilità nell’approvvigionamento.
Si tratta di un investimento strategico di 250 milioni di euro, realizzato grazie alla competenza di SMAT- Società Metropoliana Acque Torino S.p.A. e alla collaborazione con Iren.
Ma c’è un aspetto che va oltre l’opera in sé.
Sostenibilità ambientale e inclusione sociale non possono più essere considerate separatamente. Investire in infrastrutture resilienti significa anche garantire equità nell’accesso a una risorsa essenziale come l’acqua, rafforzando la coesione territoriale e riducendo le disuguaglianze.
È in questa direzione che devono muoversi le politiche pubbliche: costruire sviluppo sostenibile.
È motivo di soddisfazione vedere come le risorse del PNRR possano tradursi in interventi concreti, capaci di generare valore duraturo per l’ambiente e per le comunità.
Articolo La Stampa Torino 29/3/2026

