
Martedì 24 marzo ad Ascoli Piceno, all’iniziativa CREATE & DEVELOP, abbiamo parlato di Intelligenza Artificiale non come tecnologia… ma come specchio.
Uno specchio che amplifica ciò che siamo: competenze, consapevolezza, disuguaglianze, opportunità.
Nel mio intervento ho condiviso una riflessione semplice, ma cruciale:
- la vera innovazione non è rendere l’AI più intelligente,
- ma rendere noi più consapevoli.
Viviamo un momento in cui l’AI accelera tutto: produttività, decisioni, cambiamenti.
Ma accelera anche i rischi:
- amplifica le differenze tra chi è pronto e chi no,
- riflette i bias del passato,
- ci costringe a ripensare il valore, il lavoro, le relazioni.
E allora la domanda non è cosa può fare l’AI? Ma: cosa succede a noi mentre la usiamo?
Perché il futuro non sarà determinato dall’intelligenza artificiale.
Sarà determinato dal livello di consapevolezza di chi la guida.
Un elemento interessante emerso:
le relatrici della mattina erano tutte donne grazie all’organizzatrice Sara Leonetti.
I pitch delle start-up, invece, tutti di uomini. Un contrasto che racconta bene il momento che stiamo vivendo.
Le donne nell’AI ci sono, e portano valore.
Ora la sfida è rendere questa presenza sempre più diffusa lungo tutta la filiera dell’innovazione.
Con Donne 4.0 e la community Women in AI Italy ci stiamo lavorando.
La contaminazione tra esperienze, generi e visioni non è un’opzione.
È una condizione per innovare davvero.

