
Quando il digitale diventa innovazione sociale.
Il 28 ottobre abbiamo organizzato il Civic Tech Community Party, un pomeriggio di confronto, ricerca e dialogo dedicato a come il digitale può diventare strumento di innovazione sociale, cittadinanza attiva e prossimità.
L’iniziativa, promossa dal nostro Gruppo Territori e Comunità Digitali del Dipartimento di Informatica – Università degli Studi di Torino, coordinato da Guido Boella e Claudio Schifanella, ha riunito esperti, accademici, istituzioni e realtà del territorio per riflettere su esperienze concrete e nuove forme di collaborazione tra tecnologia e società.
Durante l’evento abbiamo anche lanciato la nuova community di chi utilizza le tecnologie civiche digitali sviluppate dal nostro gruppo di ricerca — in particolare FirstLife e CommonsHood — uno spazio aperto per condividere risultati, raccontare applicazioni sul territorio e discutere insieme i futuri sviluppi di questi strumenti di partecipazione.
Ho avuto il piacere di moderare la tavola rotonda insieme a Egidio Dansero, e di concludere i lavori con alcune riflessioni sui percorsi futuri.
Un tema chiave emerso nel confronto è stato il valore della collaborazione: come le tecnologie civiche possono favorire la cooperazione invece di incentivare l’individualismo, abilitando forme più “fluide e molecolari” di azione collettiva, come ha evidenziato Ezio Manzini.
In particolare FirstLife grazie a una mappatura personalizzata offre un ambiente per la collaborazione e la condivisione, di costruzione e consolidamento della comunità collegata.
Abbiamo raccolto molto materiale e nuove domande per proseguire nel nostro lavoro di ricerca.
Un grazie sincero a tutte e tutti i relatori per i contributi e le prospettive condivise.


