
Uno strumento innovativo nel panorama nazionale per misurare, in modo strutturato e comparabile, la presenza e il ruolo delle donne nel digitale.
Nel 2021, come Donne 4.0, abbiamo avviato l’Osservatorio sull’impatto di genere digitale del PNRR, definendo 12 KPI in 4 aree strategiche per valutare quanto le politiche di innovazione stessero realmente includendo le donne nel mondo digitale.
Da quell’esperienza, insieme a Loredana Grimaldi, è nata l’idea di generalizzare il metodo, anche perché analizzando gli indici esistenti in Italia e in Europa in questo settore, nessuno affronta in modo approfondito il tema soprattutto rispetto al lavoro femminile nel digitale, offrendo anche analisi territoriali.
Da qui è nato il Digital Gender Gap Index, sviluppato grazie alla collaborazione scientifica con il Centro Studi G. Tagliacarne: un indice che misura il divario digitale di genere a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di orientare politiche e azioni più mirate per aumentare la presenza e l’impatto delle donne nell’ICT.
Il modello si basa su 5 aree chiave:
– Leadership economica
– Formazione digitale
– Occupazione e pay gap ICT
– Accesso e uso quotidiano delle tecnologie
– Leadership accademica e scientifica
Cosa ci mostra questa prima edizione?
Risultati non sorprendenti, ma molto chiari:
• Valore medio nazionale: 0,338/1 – lontano dalla parità.
• Marche regione più virtuosa (0,445).
• Campania ultima (0,177).
• Nessuna regione raggiunge il valore 1.
Abbiamo inoltre iniziato a ragionare in termini di cluster regionali, raggruppando territori con valori simili. Un primo elemento interessante, anche intuitivo: le regioni del Sud mostrano pattern molto vicini tra loro, con alcune differenze che approfondiremo.
Per costruire la prossima edizione (2026) lavoreremo a un confronto ancora più ampio all’interno di Donne 4.0 insieme alla presidente Roberta Russo, Loredana Mancini e Agnese Interdonato, e con altre organizzazioni interessate al tema.
Il 13 novembre abbiamo iniziato e ringraziamo per il loro intervento: Marco Pini, Chiara Bellusci (Fondo per la Repubblica Digitale), Barbara Leda Kenny (Fondazione Giacomo Brodolini), Dora Iacobelli (ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), Tiziana Pompei (Unioncamere – Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura) per i contributi preziosi offerti.
E’ emerso che il divario digitale di genere in Italia è ancora profondo, ma con dati solidi, consapevolezza diffusa e azioni concrete possiamo colmarlo.
Il futuro digitale ha bisogno delle donne: misurare il divario è il primo passo per colmarlo.

