
“Non ci avevo mai pensato” è una delle frasi più significative emerse ieri dal confronto con il pubblico durante “Chi c’è nella cabina di regia dell’AI?”, il talk di Women in AI Italy che abbiamo portato a TechVilla, nell’ambito degli eventi collaterali di Wave by Vento, a Torino.
Con Sabrina Scarpati (Femtech Italy APS) abbiamo affrontato la questione che continuo a portare in contesti diversi: non basta interrogarsi su quante donne utilizzino l’intelligenza artificiale o lavorino nel settore tecnologico.
Dobbiamo chiederci chi decide le priorità, quali problemi vengono affrontati, quali dati vengono utilizzati e quali prospettive entrano nella progettazione delle tecnologie.
Abbiamo parlato di governance, innovazione, salute delle donne, FemTech e di come le disuguaglianze di genere possano essere incorporate nei dati, negli algoritmi e nelle applicazioni dell’AI.
Ma la parte più interessante è arrivata dal dialogo con il pubblico.
Alcuni uomini hanno riconosciuto apertamente di non essersi mai posti certe domande.
Non si sono chiusi in una posizione difensiva, o di contrarietà, ma hanno ascoltato, discusso, riconosciuto l’esistenza del problema e condiviso la necessità di un cambiamento culturale che coinvolga tutte e tutti.
È proprio questo il confronto di cui abbiamo bisogno.
Perché la parità di genere non è una questione che riguarda soltanto le donne.
E perché non possiamo costruire un’intelligenza artificiale più equa senza mettere in discussione anche la cultura, gli stereotipi e i rapporti di potere della società che la produce.
Forse il primo passo per cambiare chi siede nella cabina di regia dell’AI è proprio allargare la consapevolezza di chi oggi non si è ancora posto il problema.
Grazie a chi ha partecipato con curiosità, disponibilità all’ascolto e voglia di confrontarsi.
E grazie a TechVilla, Club Silencio e Wave by Vento per aver ospitato questo spazio di dialogo
