
Lunedì 28 settembre, agli AIOTI Days 2026 di Firenze, durante la sessione di Connecting Women In Digital “Women in Europe’s Digital Future: Building Inclusive AI Ecosystems”, mi sono concentrata su una domanda fondamentale: come possiamo capire se un ecosistema dell’intelligenza artificiale è davvero inclusivo?
La rappresentanza ci dice chi è entrato nella stanza. Ma dobbiamo anche misurare chi rimane e cresce, chi influenza le priorità e le decisioni e chi trae beneficio — o viene penalizzato — dalle tecnologie sviluppate. Essere presenti non significa automaticamente avere il potere di orientare ciò che accade.
Ho inoltre evidenziato come gli ecosistemi locali possano diventare laboratori di innovazione inclusiva. Le città possono riunire soggetti diversi intorno alle sfide pubbliche; le università possono integrare la ricerca tecnologica con il contributo delle scienze sociali e umanistiche; le amministrazioni pubbliche possono utilizzare gli appalti per richiedere trasparenza, accessibilità e valutazioni dell’impatto di genere; le imprese possono portare su più ampia scala soluzioni responsabili; la società civile può mettere a disposizione, fin dall’inizio, esperienze e conoscenze maturate sul campo.
AIxGirls ne è un esempio concreto. Oltre a sviluppare competenze tecniche, crea una comunità di apprendimento multidisciplinare nella quale le ragazze incontrano role model e mentor, si interrogano su come l’AI venga progettata e utilizzata e iniziano a riconoscersi come protagoniste attive del suo futuro.
Dal mio contributo sono emerse due priorità:
- rendere l’inclusione misurabile e collegarla a precisi meccanismi di responsabilità, in particolare nei finanziamenti e negli appalti pubblici;
- costruire percorsi continuativi che colleghino formazione, ricerca, lavoro, leadership e governance, affinché le iniziative di successo non rimangano esperienze isolate.
Grazie a Connecting Women In Digital e a Dorina Stanculescu, per aver creato questa opportunità di confronto, e a Silvana Muscella, Rute C. Sofia e Mariachiara Tirinzoni per la ricchezza dello scambio.
Il messaggio che porto con me è questo: un ecosistema inclusivo non si limita a invitare le donne a partecipare, ma offre loro l’opportunità e il potere di orientarne la direzione.
