
Oggi, nella Giornata mondiale dell’acqua, ricordiamo che per milioni di donne e bambine il tempo non è davvero loro.
Ogni giorno, spendono più di 200 milioni di ore per raccogliere l’acqua.
Ore che potrebbero essere scuola.
Ore che potrebbero essere futuro.
Ore che potrebbero essere libertà.
Eppure, per molti di noi, l’acqua è un gesto semplice, quotidiano, quasi invisibile.
Apriamo un rubinetto e non ci pensiamo.
Proprio per questo, troppo spesso, queste realtà restano lontane dalla nostra attenzione.
In Italia, nel 2011, 15 anni fa, una ampia maggioranza si era espressa contro la privatizzazione della gestione idrica, affermando un principio fondamentale: l’acqua è un bene comune.
Anche le sfide più contemporanee ci riportano qui.
L’intelligenza artificiale consuma grandi quantità di acqua, ma può anche diventare uno strumento per ridurre sprechi, ottimizzare risorse, proteggere ciò che abbiamo.
Per questo l’acqua è una questione trasversale.
Come il genere, attraversa diritti, tecnologie, scelte politiche e futuro.
È opportunità, dignità.
Dove scorre l’acqua, cresce l’uguaglianza.
