• Il nostro esposto sulla Tav alla Corte dei Conti parte dal diritto alla trasparenza sui costi dell’Osservatorio

    Evidentemente la nostra non è una richiesta artificiosa se anche il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, questa mattina a Radio Veronica One ha dichiarato di augurarsi che il prima possibile vengano verificati i costi della linea ad alta velocità Torino-Lione. L’esposto che abbiamo presentato alla Corte da lui presieduta vuole andare proprio in questa direzione.
    Il nostro non vuole essere un approccio ideologico.
    L’oggetto del nostro esposto è la trasparenza che in questo caso non è solo una prerogativa etico-morale, ma soprattutto una questione legale. Siamo rimasti piacevolmente colpiti e stupiti dal pronunciamento di questi giorni della Corte dei Conti francese con il quale sono stati messi in evidenza tre aspetti che abbiamo sempre fatto nostri: i costi sono più che raddoppiati; non si deve escludere a priori l’alternativa del miglioramente dell’attuale linea ferroviaria; sono finora assenti politiche trasportistiche che favoriscano il passaggio dalla gomma al ferro. In più anche nelle controdeduzioni del primo ministro francese Ayrault si dichiara l’esigenza di avere un soggetto terzo che certifichi i costi dell’opera.
    Noi abbiamo concentrato la nostra attenzione sull’Osservatorio governativo per il collegamento ferroviario Torino-Lione, un organo di emanazione pubblica costituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri il 1 marzo del 2006. Dal 1 gennaio del 2013 la pubblicazione su internet dei dati concernenti le concessioni di sovvenzione, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese e enti privati costituirà condizione legale di efficacia del titolo delle concessioni di attribuzioni a imprese, professionisti e consulenti.
    L’Osservatorio nel 2010 e nel 2011 ha ricevuto 360.000 euro di risorse pubbliche, ma allo stesso tempo della loro rendicontazione non si trova traccia su alcun sito istituzionale. Dal prossimo anno questo non potrà più accadere. Inoltre alcuni tecnici delle istituzioni locali sono stati esclusi dallo stesso prima del termine dei lavori e dalla fine del 2009, secondo una denuncia del professor Angelo Tartaglia, membro dell’Osservatorio, “il Governo decise di escludere dall’Osservatorio le amministrazioni comunali che non dichiarassero a priori di accettare l’opera”.
    La nostra è una richiesta di trasparenza: crediamo che la buona politica debba sollecitare gli organi competenti al fine di aiutarli a svolgere nel migliore dei modi la propria funzione a sostegno dei cittadini.
    La presa di posizione di questa mattina del Presidente della Corte dei Conti è in questa direzione: il nostro esposto è solo un primo passo.
    Non si tratta dell’esercizio del diritto di veto all’opera, ma del diritto alla trasparenza nell’utilizzo di risorse pubbliche.

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