• Una politica per l’inclusione degli stranieri in Piemonte? Il percorso è già iniziato

    “Una strategia per il futuro: politiche di governo multilivello per l’integrazione dei migranti”, di questo abbiamo discusso questa mattina a Roma al convegno che si è tenuto presso il Consiglio nazionale delle ricerche. Abbiamo cercato di affrontare la discussione a tutto tondo, parlando di accoglienza e di cittadini/e stranieri/e in Italia. monica2In Piemonte, per esempio, secondo l’ISTAT, al 31 dicembre del 2015 la popolazione straniera residente ammontava a 425448 persone. Cittadini/e che si sono perfettamente integrati nel tessuto sociale piemontese. Ovviamente abbiamo anche aperto una riflessione su quello che è il lavoro che ogni Regione deve svolgere per accogliere e includere i migranti. A questo proposito, come ho già anticipato la scorsa settimana, stiamo mettendo a punto un piano regionale per l’accoglienza.

    Il tema centrale però è stato quello del lavoro. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nel dicembre 2014 ha sottoscritto con 17 Regioni l’Accordo per la programmazione e lo sviluppo di un sistema di interventi finalizzati a favorire l’integrazione sociale e l’inserimento lavorativo dei migranti regolarmente presenti in Italia. L’Accordo prevede la predisposizione di un Piano Integrato degli Interventi in materia di inserimento lavorativo e di integrazione sociale della popolazione immigrata. Il Piano Integrato degli Interventi costituisce il documento che definisce le sinergie tra le azioni programmate dal Ministero (PON inclusione e FAMI) e dalla Regione (POR FSE), le modalità di intervento, gli strumenti a disposizione, i soggetti coinvolti, la tempistica di realizzazione e le risorse disponibili.

    La Regione Piemonte ha proposto di utilizzare le risorse messe a disposizione dal Ministero, per il rafforzamento delle connessioni/raccordi tra i differenti attori che compongono le reti territoriali per i migranti nella prospettiva di qualificare le azioni per l’inclusione socio lavorativa; garantire informazioni corrette ed uniformi; agevolare l’accesso ai servizi; fornire servizi integrati. Il 14 aprile 2015, con una delibera di Giunta, abbiamo dato avvio ad un processo di programmazione integrata delle politiche migratorie regionali attraverso il coinvolgimento degli Assessori competenti in materia, le strutture tecniche regionali, gli stakeholders oltre che i soggetti istituzionali e della società civile e le reti già attive a livello territoriale sui progetti regionali.

    Nel Piano Integrato la Regione deve individuare quali azioni pilota svilupperà tra quelle proposte nell’Accordo, in particolare le seguenti: inserimento socio lavorativo dei minori stranieri non accompagnati in fase di transizione verso l’età adulta; inserimento socio lavorativo di richiedenti e titolari di protezione internazionale; valorizzazione delle seconde generazioni di migranti nell’ambito sociale, culturale e sportivo; sostegno, accompagnamento e rafforzamento dei percorsi di integrazione dei migranti di recente ingresso in Italia; prevenzione del lavoro sommerso; rafforzamento delle attitudini imprenditoriali dei soggetti che intendono avviare un’attività di impresa, autoimpiego o auto imprenditorialità; promozione della partecipazione attiva dei migranti alla vita economica, sociale e culturale.

    E’ in fase di avvio un accordo, a livello territoriale, per un’azione pilota di inclusione attiva rivolta a un gruppo di rifugiati e richiedenti asilo attualmente in carico allo SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati) tramite tirocini organizzati con il coinvolgimento dei centri per l’impiego, le associazioni che operano sul territorio e che stanno seguendo i migranti, e le imprese interessate.

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