• Riconosciuto al Piemonte il buon lavoro nella gestione dell’accoglienza

    Domani si celebrerà la Giornata internazionale del rifugiato, una ricorrenza che è stata indetta dalle Nazioni Unite che vuole ricordare l’approvazione della Convenzione sui profughi (Convention Relating to the Status of Refugees) nel 1951.

    In questi giorni è stata riconosciuta alla nostra Regione una particolare attenzione nella gestione dell’accoglienza dei migranti che sono stati assegnati dal Ministero dell’Interno al Piemonte. I piemontesi devono essere orgogliosi del lavoro che stiamo svolgendo. A Ventimiglia abbiamo visto migranti rimpallati da un confine all’altro come se fossero dei pacchi postali. I nostri sforzi servono a evitare che si creino situazioni di disagio per i cittadini e per i migranti. Le buone politiche aiutano a gestire le situazioni; le cattive politiche le complicano.

    I territori piemontesi sono preparati, disponibili e fanno rete. La questione migranti non è un’emergenza degli ultimi due mesi e da oltre un anno le realtà territoriali si sono organizzate in reti che hanno gestito l’accoglienza senza farla pesare ai cittadini. Quella che stiamo vivendo è una crisi soprattutto mediatica alimentata dagli echi romani, ma dalle province continuano a essere raccontate storie di collaborazione tra “sopravvissuti” e piemontesi. Continuo a leggere di esperienze di impegno civile e sociale dei profughi in territori come Ivrea, Biella e Gattinara, tanto per citarne alcuni. Nella Giornata internazionale del rifugiato il mio appello è rivolto alla politica: il nostro compito è quello di amministrare i territori nell’interesse di tutti e dobbiamo farlo con estrema responsabilità, silenziamo ogni forma di strumentalizzazione e facile propaganda.

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