• Regione Piemonte e CSV, un Protocollo per facilitare l’inclusione

    Firmato un Protocollo di collaborazione tra Regione Piemonte e Centri Servizi per il volontariato piemontesi per favorire la partecipazione attiva dei cittadini e delle cittadine straniere alla vita pubblica, e contemporaneamente coinvolgere la società civile nella costruzione di politiche di inclusione che riguardino anche i profughi.

    Questo protocollo rende strutturale la relazione tra la Regione e i Centri Servizi per il volontariato piemontesi e ci permette di stabilire una programmazione comune in relazione ai percorsi di accoglienza e inclusione. L’obiettivo è affrontare questo tema a 360° tenendo però presenti le difficoltà e le criticità che ci sono anche in questo periodo storico. Si tratta però di un accordo che guarda a tutti gli stranieri, pure quelli che vivono sul nostro territorio da tempo o vi sono nati, e che sono oltre 422.000.

    Il Protocollo ha la finalità di approfondire la conoscenza del livello di partecipazione attiva alla vita sociale e civile degli stranieri; attivare processi di inclusione attraverso lo svolgimento di attività di volontariato che consentano allo straniero di acquisire e svolgere un ruolo attivo e partecipe; coinvolgere sempre più l’associazionismo migrante.

    Sono previste diverse azioni che prevedono:

    • la realizzazione di un’indagine sulle buone pratiche nell’ambito del volontariato di persone migranti sul territorio regionale, ponendo anche l’attenzione sulle forme e la dimensione dell’associazionismo migrante (in corso);
    • la promozione dell’associazionismo di persone migranti attraverso percorsi di accompagnamento e formazione volti a fornire le informazioni e gli strumenti necessari per dare vita a un’associazione di volontariato anche con particolare riferimento agli adempimenti relativi alla copertura assicurativa;
    • il monitoraggio degli adempimenti assicurativi, a cui le associazioni ospitanti sono tenute in base alla normativa vigente, anche al fine di delineare interventi correttivi;
    • coinvolgimento di persone migranti in attività di volontariato tenendo conto del contesto territoriale colmando eventuali lacune o difficoltà secondo quanto emerso dall’indagine conoscitiva;
    • sperimentazione di percorsi di riconoscimento delle competenze acquisite attraverso attività di volontariato in collaborazione con il settore regionale interessato;
    • raccordo tra le attività di orientamento e promozione del volontariato di persone migranti con altre iniziative messe in atto a livello regionale, nazionale e comunitario nell’ambito dell’inclusione dei nuovi cittadini

    In totale abbiamo destinato a queste attività risorse per 100.000 euro perché crediamo che il volontariato possa svolgere un ruolo molto importante per costruire politiche di inclusione. Per ottenere risultati però bisogna avere la possibilità di disporre di una fotografia della realtà piemontese che ci restituisca i progetti attivati e le esperienze che coinvolgono gli stessi stranieri perché possono essere loro stessi facilitatori di inclusione. Dobbiamo contribuire a costruire una coscienza collettiva aperta

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