• OCSE, in calo le iscrizioni universitarie, ma le donne si distinguono per merito

    Si chiama “Uno sguardo all’istruzione” ed è lo studio con il quale l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) traccia una mappatura del livello di scolarizzazione all’interno dei paesi industrializzati.

    L’Italia, nemmeno a dirlo, non ne esce fuori proprio nel migliore dei modi: le iscrizioni alle Università sarebbero in netto calo; il tasso dei laureati è il quartultimo tra i Paesi presi in considerazione (34esimo su 37). Secondo l’OCSE sulla base dell’andamento attuale solo il 47% dei diciottenni si iscriverà a un ateneo, nel 2008 erano il 51%; un dato ben distante dalla media complessiva che è del 58%.

    Oggi sul quotidiano La Stampa questo tema viene affrontato dal punto di vista dell’orientamento. Se è vero che le iscrizioni all’università sarebbero in calo, sarebbe altrettanto vero che i fuoricorso sarebbero in aumento. Secondo una ricerca di Cepu-Skuola.net il 22% degli universitari sarebbero in ritardo, la causa principale di questo fenomeno deriverebbe dalla scelta del corso di laurea da seguire. Il Governo Letta aveva predisposto per mano di Maria Chiara Carrozza un piano che prevedeva uno stanziamento di 6.6 milioni di euro per una campagna specifica rivolta all’accompagnamento della scelta dell’Università da seguire. Un piano che in realtà sembrerebbe ancora in piedi.

    Ed è proprio questo il punto: spesso nessuno accompagna i ragazzi che devono in qualche modo progettare il proprio futuro. Sì, perché la scelta dell’Università è il primo grosso momento di progettualità della vita di un individuo e a volte mancano gli strumenti adatti per comprendere quali siano i percorsi giusti da intraprendere per raggiungere gli obiettivi che ci si pone.

    Un esempio? Sempre secondo l’OCSE nell’istruzione universitaria sarebbero le donne a brillare: il 62% dei nuovi laureati italiani è donna contro il 56% del 2000. Il problema è che le donne sono spesso sottorappresentate nelle discipline universitarie piu’ richieste sul mercato del lavoro, come l’informatica (25% delle laureate) e l’ingegneria (40%), per quanto vi siano segnali di recupero.

    Il Politecnico ad esempio in passato ha promosso progetti di coinvolgimento femminile, anche con il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e della Regione Piemonte. Probabilmente è questa la direzione che dobbiamo riprendere cercando di aiutare i ragazzi e le ragazze a fare le scelte più adatte alle proprie ambizioni.

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