• La mia risposta al Question Time del Consigliere Valle sulla chiusura della CELID

    Oggi in Consiglio regionale grazie all’Interrogazione a risposta immediata del Consigliere Valle abbiamo avuto modo di affrontare il tema della chiusura della Libreria Universitaria CELID.

    La cooperativa libraria universitaria CELID, nata oltre quarant’anni fa a Palazzo Nuovo, è da sempre un importante punto di riferimento per gli studenti universitari e per i sui 43 mila soci. La chiusura della CELID è quindi sicuramente una brutta notizia che porterà anche alla perdita di dodici posti di lavoro così come la chiusura di un servizio agli studenti universitari e al sistema universitario intero.

    Come Assessorato al Diritto allo Studio Universitario abbiamo avuto un confronto con l’Università degli Studi di Torino e così oggi abbiamo potuto fornire quella che è un po’ la cronistoria della vicenda.

    A seguito della chiusura precauzionale di Palazzo Nuovo a partire dal 17/04/2015, l’Ateneo ha tenuto frequenti e costanti contatti con la Libreria CELID per attivare le possibili azioni di sostegno. Tra queste, vi è stata l’immediata sospensione anche degli altri oneri sostenuti da CELID per l’uso dei locali in c.so Unione Sovietica 218 (secondo punto vendita presso l’Ateneo) e l’offerta per l’utilizzo di altri spazi di significative dimensioni e ovviamente senza oneri (tra questi, il Palazzo del Rettorato e il Campus Luigi Einaudi).

    La CELID però non ha ritenuto gestibile l’installazione di un nuovo punto vendita alternativo a Palazzo Nuovo per motivi economici.

    A seguito di un incontro avvenuto con il Rettore dell’Università in data 27/07/2015, è stata formalizzata a CELID la proposta per l’uso gratuito di uno spazio espositivo e di vendita libri nella “Main hall” all’interno del Campus Luigi Einaudi per l’avvio dell’anno accademico 2015/2016. Inoltre, è stato ribadito che alla riapertura di “Palazzo Nuovo” l’Ateneo avrebbe garantito alla CELID la disponibilità dei medesimi spazi per la ripresa delle attività, senza oneri per un periodo pari al tempo di chiusura a cui aggiungere un ulteriore lasso di tempo, da concordare, anche a compensazione delle perdite subite. Non vi è però stato riscontro da parte di CELID e il punto vendita non è stato attivato.

    Non riteniamo quindi la vicenda conclusa e continueremo il nostro confronto con l’Università di Torino con l’obiettivo di scongiurare una chiusura che riteniamo una perdita per tutti.

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