• Immigrazione: il modello Piemonte, fondato su trasparenza e dialogo, funziona. Esportiamolo nelle altre Regioni

    Non possiamo che essere soddisfatti dopo l’incontro con i sindaci della provincia di Torino avvenuto ieri in Prefettura. È stato un modo per parlarsi e immaginare strade da percorrere insieme per gestire l’accoglienza sul nostro territorio. Sono convinta che la trasparenza e il dialogo tra soggetti interessati siano l’unica via possibile per evitare tensioni e strumentalizzazioni. La Regione Piemonte sta diventando un modello di apertura e inclusione anche per il resto del Paese.

    Al 14 luglio 2015 in Piemonte erano presenti 4.461 migranti, di cui 831 SPRAR. La distribuzione provinciale era così ripartita: Torino 1.699, Alessandria 522, Cuneo 641, Vercelli 272, Novara 487, Asti 351, Biella 211 e VCO 278. Dal 1 gennaio 2014 a oggi sono arrivati sul nostro territorio regionale 10.427 migranti.

    Dopo l’ultima circolare del Ministero degli Interni è stato previsto in Piemonte l’arrivo di ulteriori 1.326 persone. I richiedenti asilo anche in questo caso sono stati indirizzati nelle strutture di accoglienza sparse sul territorio regionale. La provincia di Torino ha accolto 530 migranti, quella di Cuneo 221, quella di Alessandria 161, quella di Novara 138, quella di Asti 82, quella di Biella 68, quella di Vercelli 66 e il VCO 60.

    Incontri come quelli di ieri devono essere riproposti in tutte le province piemontesi ed è per questo motivo che abbiamo chiesto nei giorni scorsi ai Prefetti di indire riunioni con i sindaci durante le quali discutere di tutti i dettagli necessari a strutturare il sistema dell’accoglienza sui territori, superando l’approccio emergenziale. Le buone pratiche possono cancellare l’emergenza: ad Asti sono ormai strutturati i progetti di accoglienza diffusa e in molti territori i richiedenti asilo sono coinvolti in progetti di utilità sociale. Inventiamo un modello Piemonte da esportare nelle altre regioni.

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