• Il report di Coppola sulla cultura ribadisce l’importanza del settore per l’economia piemontese. Con la prossima amministrazione regionale diventi un vero e proprio distretto produttivo

    Il report sulla cultura dell’assessore regionale Michele Coppola è utile perché serve a delineare lo stato di salute del settore in Piemonte: è vero, si tratta di una vera e propria nuova fabbrica di lavoro con una funzione di crescita sociale e civile che crea benessere non solo per gli effetti sul Prodotto Interno Lordo, ma anche su quelli del Benessere Equo e Sostenibile (BES).

    I dati che riporta il report di Coppola sono importanti: 700.000 visitatori per la Reggia di Venaria; 4 milioni di euro di pernottamenti per il Salone del Libro e 2 milioni in shopping; 16 milioni di euro di ricadute per il Piemonte dalle produzioni della Film Commission; 540.000 visite per il Museo Egizio; oltre 90.000 associati per l’Abbonamento Musei Torino Piemonte. Numeri che ci dicono come la Cultura debba essere sostenuta e finanziata.

    Non possiamo però dimenticare come in questi quattro anni di Consiglio regionale più volte siamo dovuti accorrere in soccorso dell’assessore alla Cultura per dare forza alla voce degli operatori del settore che chiedevano risorse adeguate. Il centrodestra in questa legislatura ha cercato di applicare una sorta di ghigliottina contro la Cultura piemontese.

    Ieri abbiamo partecipato alla riunione del Comitato emergenza cultura, costituito proprio da questi operatori. Noi lavoreremo per fare in modo che dal prossimo giugno questi lavoratori possano smettere di occuparsi di emergenza per dedicarsi alle loro attività, offrendo anche un forte contributo alla nuova amministrazione regionale nell’opera di programmazione e rilancio del settore, in una logica di sostegno della cultura di base, insieme ai grandi eventi. Inoltre, è necessario che ciascun livello istituzionale operi in base alle proprie prerogative, evitando sovrapposizioni, che rischiano un utilizzo non razionale delle risorse.

    La prossima amministrazione scriva nero su bianco dentro il programma elettorale gli impegni che intende prendere in materia. Gli Stati generali della cultura dovranno essere un punto di partenza per affermare con convinzione che la Cultura è un vero e proprio distretto produttivo fondamentale per la nostra economia.

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