• Il CSI-Piemonte continua ad essere oggetto dei giochi di Palazzo: le ultime scelte non complichino i problemi già esistenti

    Che qualcuno indichi Davide Zappalà, già consigliere provinciale di Biella per il PdL, quale futuro Presidente del CSI-Piemonte ci rende perplessi: non tanto per la persona e per la sua carriera professionale, quanto per il metodo che è stato assunto per selezionarla. Spesso abbiamo criticato l’ex Presidente, il tecnico Roberto Moriondo, perché ritenevamo fosse dentro un vero e proprio conflitto di interessi ricoprendo anche il ruolo di committente regionale delle commesse assegnate al consorzio, oggi però ci ritroveremmo davanti ad una vera e propria nomina di carattere squisitamente politico.
    E’ per questo che chiediamo un chiarimento in merito: ci dicano quali sono i criteri alla base della selezione di Zappalà. Il momento per il CSI è delicato e la situazione attuale è insostenibile. Non vorremmo che le scelte sbagliate effettuate in questi momenti possano come al solito ripercuotersi sui lavoratori, un centinaio dei quali già in cassa integrazione. Dal punto di vista gestionale, nuove decisioni errate andrebbero ad incidere sia sul numero dei dipendenti, che potrebbero subire il procedimento di cassa, che sul numero di ore e sulle condizioni lavorative.
    Non solo: di recente l’Unione Industriale ha chiesto un’audizione in commissione bilancio del Consiglio Regionale in relazione alle enormi difficoltà che si ritrovano a dover affrontare le imprese creditrici del CSI, una situazione gravissima e imbarazzante. A fine dicembre il ritardo di pagamento nei confronti dei fornitori era di 270 giorni oltre la scadenza della fattura e le utenze essenziali hanno subito per la prima volta nel mese di ottobre il blocco del pagamento che tuttora permane.
    Dal canto nostro abbiamo chiesto formalmente nei giorni scorsi un’audizione congiunta degli assessori Monferino e Giordano in commissione, nella quale possano spiegarci chiaramente quali intenzioni hanno in merito al sistema di informatizzazione sanitaria della nostra regione, al momento ancora un buco nero.
    La Regione a fronte della situazione difficile in cui versa il CSI-Piemonte dovrebbe effettuare le migliori scelte possibili: il consorzio deve essere guidato da mani esperte e libere.

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