• Ecco cosa ho capito dal mio viaggio in Senegal

    Senegal4Nove giorni in Senegal per toccare con mano l’importanza della cooperazione internazionale e delle politiche che come Regione Piemonte abbiamo messo in campo. Perché, a differenza di chi alimenta il malpancismo pensando di ottenere facilmente consenso, noi vogliamo cambiare veramente le cose. A dieci giorni dal mio rientro, dopo aver fatto sedimentare idee e soprattutto emozioni, vi voglio lasciare una riflessione su quel che ho visto e sul senso della missione.

    Senegal2Cominciamo dai motivi per i quali ho voluto fare questo viaggio. Da circa vent’anni la Regione Piemonte porta avanti attività di cooperazione in Senegal e in altri Paesi del Sahel. Una di queste è il progetto “Percorsi creativi e futuri innovativi per i giovani senegalesi e ivoriani” con l’obiettivo di offrire strumenti come corsi di formazione per funzionari ed educatori comunali senegalesi sulle politiche giovanili, corsi di alfabetizzazione imprenditoriale e corsi specialistici (idraulica, pannelli solari, sartoria, …) per i giovani. Al termine della progettazioni verranno finanziate ben trenta start up. Si tratta di un cammino che fanno insieme Regione Piemonte, organizzazioni non governative e i comuni di Torino, Asti, Rivalta e Bruino.

    La missione è stata particolarmente significativa. Abbiamo potuto vedere varie tipologie di progetti in diverse fasi di attuazione, da quelli che stanno per essere avviati a quelli che si sono conclusi di recente o da anni. Questo ci è servito a capire quali siano sui territori gli effetti delle politiche che vengono messe in atto. È evidente che i risultati che vengono ottenuti sono differenti a seconda dell’impostazione del progetto stesso, delle capacità delle comunità e delle istituzioni di farli propri e dell’evoluzione politica, sociale ed economica degli stessi territori.

    In oltre vent’anni di cooperazione la Regione Piemonte ha potuto raggiungere importanti risultati a beneficio delle popolazioni dei Paesi sede dei nostri progetti, come il Senegal, e ha favorito uno scambio culturale e di competenze capace di creare un nuovo approccio allo sviluppo, più coerente e sostenibile. Questo perché ci siamo mossi con continuità e in modo coordinato. Molti risultati di eccellenza sono frutto di azioni di cooperazione decentrata dove sindaci, funzionari, insegnanti, artigiani del Piemonte e del Senegal hanno concertato, progettato e realizzato iniziative per dare risposte alle problematiche individuate sul territorio.

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    Quello della cooperazione è un tema che per forza di cose si intreccia con quello dell’immigrazione. Quelle amministrazioni comunali che hanno portato avanti negli anni progetti di cooperazione hanno potuto acquisire un punto di vista più ampio proprio perché hanno potuto conoscere il contesto locale dal quale i migranti si muovono. Non è un caso che la tematica della migrazione abbia caratterizzato in modo dominante anche tutti gli incontri istituzionali che ho tenuto in Senegal. Le comunità locali sono fortemente preoccupate sia degli effetti destabilizzanti del fenomeno migratorio sui loro territori, sia delle drammatiche esperienze a cui vanno incontro i loro giovani quando scelgono questa possibile prospettiva di vita.

    Per ridurre le migrazioni però dobbiamo creare opportunità in quei territori e la formazione tecnica e professionale può offrire opzioni per i giovani africani. Il progetto “Percorsi” è riconosciuto da tutti come un importante strumento per i giovani e per le collettività locali. La valorizzazione delle esperienze già realizzate con il Cefam di Louga e il suo attivo coinvolgimento garantisce qualità nell’azione formativa e sta favorendo una crescita politica e tecnica di tutte le istituzioni coinvolte.

    Senegal5I giovani africani devono capire che non sono abbandonati a loro stessi ma che ci sono autorità e istituzioni che cercano di costruire delle prospettive reali per loro in Senegal. Un ulteriore passo importante è quello di coinvolgere sempre più anche la diaspora senegalese in Piemonte per individuare con lei, le amministrazioni locali nelle quali questi cittadini adesso risiedono e quelle senegalesi di partenza progetti di cosviluppo interessanti e volti ad accompagnare anche ritorni o migrazioni circolari. In Piemonte i cittadini di origine senegalese sono ben 7000, molti non a caso provengono dalla regione di Louga.

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