• Diritto allo studio: comparsa fugace del Presidente Cota in commissione a difesa della piemontesità, ma con dati errati

    Il Presidente Cota di ritorno dalla missione di grande responsabilità nel Veneto, come è stato documentato dai media, ha dedicato un’ora del suo prezioso tempo alla commissione in Consiglio Regionale per intervenire sul diritto allo studio.

    E’ stata una presenza evanescente sotto tutti i punti di vista.
    Ha ribadito che la Regione Piemonte deve innanzi tutto farsi carico dei bisogni dei cittadini piemontesi, dalla sanità alle borse di studio.
    Ha rilevato negativamente che finora metà delle borse di studio non vanno a cittadini piemontesi.
    Dato errato: su 10214 borsisti 6266 sono i piemontesi, pari al 61%. Inoltre, dalla Regione arriva solo il 45% dei fondi, dal MIUR e dalla tassa regionale che pagano gli studenti la parte rimanente delle risorse, incrementate sulla base proprio del numero degli studenti che arrivano da fuori regione.
    Quindi, difesa della piemontesità senza una conoscenza effettiva dello stato dell’arte.

    Qualche dichiarazione di impegno a portare il tema a livello nazionale, per aggiornare i criteri di riparto dei prestiti d’onore. Mentre nessun tipo di indicazione sugli stanziamenti regionali, che verranno prelevati dal noto fondo indistinto, su cui la maggioranza non ha ancora esplicitato le sue priorità.

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