• Degli annunci del Presidente Cota non sappiamo più cosa farcene. Prima di riassumere Monferino chieda chiarimenti sulle sue dichiarazioni pubbliche

    Leggiamo oggi sui giornali che il Presidente Cota sarebbe intenzionato a presentare alcune leggi di utilità per la Regione Piemonte prima di dimettersi da deputato: immaginiamo che i tempi saranno molto lunghi visto che, da quanto si può verificare sul sito della Camera dei Deputati, non ha ancora presentato agli uffici competenti neppure mezza proposta di legge. Spesso vengono accostati i casi di Roberto Cota e Nichi Vendola, entrambi Presidenti di Regione ed entrambi eletti in Parlamento. Tutti e due hanno annunciato che si dimetteranno, ma teniamo a precisare che i tempi evidentemente non possono essere gli stessi perché Vendola è anche Segretario nazionale del partito e in questo delicato momento politico per il centrosinistra deve assumere anche un ruolo di garanzia e dialogo per gli elettori di SEL e nei confronti del suoi alleati. Entrambi non godranno di alcun emolumento parlamentare. Quindi, se Nichi ha una ragione per essere ancora in Parlamento, Cota non ne ha neppure una.

    In ogni caso con ogni evidenza ci troviamo davanti all’ennesimo annuncio che può avere l’unico obiettivo di dare una giustificazione alle tardive dimissioni di Cota da deputato. In fondo però agli annunci disattesi siamo abituati, ad esempio su La Repubblica del 24 settembre 2012 si poteva leggere: “Se va via lui, ce ne andiamo tutti”. Il lui in questione era Paolo Monferino che se ne è andato via la scorsa settimana: e Cota? No, il Governatore è ancora ben saldo al suo posto, anzi ai suoi posti.

    A proposito di Monferino vorremmo chiedere a Cota di darci una sola assicurazione: prima di ingaggiarlo nuovamente come consulente potrebbe chiedere all’ex assessore di chiarire cosa intendesse dire con la dichiarazione pubblica “Mi hanno attaccato tutti quelli a cui ho tolto la marmellata dal pane”? Converrà con noi che si tratta di un’affermazione che potrebbe lasciare spazio a diverse interpretazioni e non vorremmo che fosse gettato fango gratuitamente sull’onorabilità della nostra istituzione.

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