• Da integrazione a interazione: dal Festival Panafricano di Torino spunti per l’inclusione

    Era il 25 maggio del 1963 quando veniva fondata l’Organizzazione dell’Unità Africana; ogni anno in quello stesso giorno a livello mondiale viene celebrato il continente nero. In occasione di questo evento ieri ho partecipato al Festival Panafricano di Torino. Un evento molto interessante che ha ospitato un dibattito dal tema “Inclusione della Diaspora africana nella società italiana tra identità culturali e prospettive future” al quale ha partecipato anche Viciane Wessitcheu, Direttrice Festival Panafricano di Torino.

    Dalla discussione sono stati messi in evidenza alcuni aspetti di interesse. In primo luogo l’intento delle comunità africane di lavorare insieme per valorizzare le differenti competenze. Erano presenti diversi ragazzi e ragazzi africane laureati, o che stanno seguendo i corsi universitari del Politecnico. Anche loro, come i coetani italiani, hanno difficoltà a trovare lavoro una volta terminato il percorso di studi, da qui deve nascere l’esigenza di politiche generali per i giovani italiani e italiane e per i nuovi cittadini e cittadine che però tengano conto delle specificità di ognuno e ognuna.

    Non mi sono affatto dimenticata delle lettere anonime e discriminatorie che ha ricevuto in Toscana una ragazzina di colore solo perché più brava rispetto ai suoi compagni. Noi in Piemonte stiamo lavorando a una legge contro tutte le discriminazioni, ma non basta perché la mia intenzione è quella di avviare un lavoro comune con le associazioni di migranti presenti sul territorio piemontese per scrivere una nuova legge sull’immigrazione.

    Da integrazione a interazione: basta togliere un “G” per avviare una nuova evoluzione dell’inclusione.

Commenti chiusi