• Con la chiusura delle Federazioni anche la maggioranza della Regione è in crisi. Avviata la razionalizzazione informatica sanitaria

    Oggi il Consiglio Regionale ha approvato il disegno di legge che cancella le Federazioni.

    Si tratta molto banalmente della ratifica della richiesta del cosiddetto “tavolo Massicci “ presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze di superare le Federazioni, a riprova che la sanità piemontese è commissariata.

    Come avvenga il superamento e la gestione del percorso transitorio fino alla fine dell’anno viene rimandato ad altri atti.

    Non possiamo che rilevare che finalmente si mette la parola fine a un’eredità nefasta della gestione Monferino, che è costata non solo gli stipendi dei sei Direttori Generali delle Federazioni, ma anche tutti i disguidi nel passaggio di competenze dalle Asl come dimostra in parte la vicenda delle proroghe degli affidamenti.

    Grande attenzione poniamo al tema dell’informatizzazione sanitaria che può essere una delle leve sui cui poter realizzare degli effettivi risparmi. Ricordiamo che il progetto SIRAC (Sistema Informativo Regionale Amministrativo Contabile), che mira ad utilizzare un solo applicativo al posto dei numerosi applicativi contabili ad oggi in uso presso le ASR, alcune volte abbastanza obsoleti dal punto di vista tecnologico, spinge ad avere come riferimento un unico soggetto, che è naturalmente il Csi-Piemonte, l’ente informatico strumentale della Regione. Non abbiamo perciò compreso perché all’interno del testo del disegno di legge non si citi esplicitamente il consorzio, ma si faccia riferimento ad un generico ente strumentale.

    Ritorneremo su questo argomento in Commissione con i due assessori competenti, Cavallera e Ghiglia, entro fine novembre, richiamando da parte nostra l’applicazione della nostra mozione approvata con la finanziaria regionale a maggio 2013,  in cui abbiamo impegnato la Regione ad avviare con il CSI il percorso di razionalizzazione del sistema informatico sanitario regionale.

    Infine, non possiamo non rilevare che questo atto, con il rioridino delle partecipate, sancisce una crisi della maggioranza: il Pdl ha dichiarato che è l’ultima volta che ammette che il gruppo Progett’azione garantisca solo la presenza, senza votare favorevolmente. Un’altra grana per Cota & C.

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