• METRO DI TORINO A CONFRONTO CON METRO DI BERLINO, DOVE E’ GIA’ CADUTO ANCHE IL MURO DELL’INACCESSIBILITA’ PER I DISABILI

    C I T T À  D I  T O R I N O

     

     

    INTERPELLANZA:”METRO DI TORINO A CONFRONTO CON METRO DI BERLINO, DOVE E’ GIA’ CADUTO ANCHE IL MURO DELL’INACCESSIBILITA’ PER I DISABILI” PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CERUTTI IN DATA 2 DICEMBRE 2008.

     

              La sottoscritta Consigliera Comunale,

     

    CONSIDERATO CHE

     

    –        secondo quanto riferito da una associazione, i nuovi ascensori della Metro non rispetterebbero quanto prescritto dalle norme Europee in merito all’accessibilità anche alle persone con disabilità;

    –        tale arretratezza normativa risulterebbe effetto dell’opera dell’USTIF (Ufficio Sicurezza Trasporti Impianti a Fune – Ministero Infrastrutture e Trasporti) certificatore ufficiale, che ha condotto alla costruzione di ascensori secondo il Decreto Ministeriale n. 236/89, ignorando pertanto il radicale cambiamento avvenuto nella sensibilità verso le esigenze dell’accessibilità, dell’eliminazione e superamento delle barriere architettoniche;

    –        la Normativa EN 81-70, riguardante l’accessibilità agli ascensori per le persone, incluse le persone disabili, perfettamente in linea con il rispetto di tale diritto, attiva dal 2003 in tutta Europa, sembra sconosciuta in Italia e lo è sicuramente in Piemonte e a Torino, area di competenza del locale ufficio USTIF;

    –        l’esperienza concreta vissuta da una giovane disabile in sedia a ruote, la quale nella Città di Berlino non ha incontrato problemi a viaggiare in autonomia, mentre necessita di accompagnamento negli ascensori della Metro torinese, a causa della presenza di pulsanti troppo alti, piccoli e nascosti, costruiti per l’appunto secondo il quadro normativo di riferimento del 1989;              

     

    INTERPELLA

     

    Il Sindaco e l’Assessore competente per sapere se:

    1)      corrisponde al vero quanto riferito dai rappresentanti delle associazioni che si occupano dell’accessibilità degli spazi pubblici per i disabili;

    2)      in caso affermativo, non ritengano di intervenire per rimediare ad una situazione gravemente lesiva del diritto dei cittadini disabili all’accessibilità degli spazi pubblici, nel caso specifico della Metro

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