• Move Up: educare tra reale e virtuale

    Ieri pomeriggio ho partecipato al seminario organizzato presso il Liceo scientifico Carlo Cattaneo e organizzato all’interno del progetto “Move Up – destinazioni alternative” dal titolo Educare tra reale e virtuale. L’obiettivo di questi incontri è quello di supportare nell’educazione di figli e figlie al rispetto della diversità, alla prevenzione della violenza e all’uso consapevole delle nuove tecnologie.

    Il progetto Move Up volge al termine della sua terza edizione; attivo dall’anno scolastico 2009-2010 all’interno degli istituti scolastici piemontesi. La prima notizia da dare è che Move Up ci sarà ancora. Ovvero la Regione Piemonte intende investire ancora nella direzione della lotta contro tutte le forme del bullismo a scuola.

    Il secondo dato molto positivo è la collaborazione tra enti diversi che ha dato, fino ad oggi, ottimi frutti. Parlo in particolare della collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, con la Polizia di Stato, con la Polizia postale e delle telecomunicazioni e con l’Arma dei carabinieri. E penso che la stessa collaborazione debba essere estesa all’associazionismo dei genitori e degli studenti, alla Procura presso il Tribunale dei Minori, alle Polizie municipali (con in testa la Polizia municipale di Torino). Abbiamo coinvolto tutte queste Istituzioni in un tavolo di lavoro che intendiamo convocare per discutere delle modalità di continuazione del Progetto. La formula della condivisione è stata vincente, sia per la progettazione dei contenuti degli interventi sia per la non sovrapposizione degli stessi.

    Sono anche positive le valutazioni che vengono espresse dai fruitori delle nostre iniziative. I numeri lo dimostrano:

    1. 140 animazioni teatrali attivate nelle scuole di ogni ordine e grado, per un totale circa di circa 7.000 studenti e studentesse coinvolte
    2. 8 workshop per genitori, per un totale di circa 1.200 persone coinvolte
    3. 16 workshop per insegnanti (8 per le scuole primarie e 8 per le scuole secondarie) per un totale di quasi 5.000 persone coinvolte
    4. alcune migliaia di kit distribuiti, sia direttamente negli incontri svoltisi sia scaricati dal sito web

    Senza parlare del sito regionale che contiene tutti i materiali prodotti (non solo il kit), sempre disponibili per tutti e tutte coloro che intendono utilizzarli, anche solo come spunto per interventi più mirati e specifici.

    Per il futuro:

    1. stiamo riflettendo sulla opportunità di rivolgerci a tutti i target sopra indicati (insegnanti, allievi e genitori) con le stesse modalità attuate fin d’ora, o magari concentrando gli interventi su target specifici. Coordinandoci (meglio e di più) con le altre iniziative esistenti sul territorio.
    2. Stiamo riflettendo sulla possibilità di valorizzare di più esperienze che nel corso di questi anni son cresciute in Piemonte: parlo di esperienze che vedono come protagonisti e protagoniste direttamente il mondo delle associazioni o il mondo della scuola, che hanno sviluppato molte iniziative positive e interessanti sulla materia.
    3. Stiamo valutando su come favorire l’integrazione tra diverse esperienze e diversi temi, che sono tali solo sulla carta ma che spesso vedono connessioni inaspettate. La Riforma della Scuola (parlo della Legge 107 del 2015) recita in merito alla lotta contro la violenza di genere e le discriminazioni, a favore della legalità, a favore di educazione sessuale ed affettiva. Ci sono molti buoni esempi che potremo citare. E pensiamo che anche solo renderli maggiormente visibili e collegarli tra di loro sia un’opera utile. Per i genitori, per gli allievi e le allieve, per gli insegnanti.
    4. Integrazione che è tanto più importante in questo momento in cui la Regione si è dotata di due strumenti legislativi importanti: la Legge regionale n. 4 contro tutte le violenze di genere e la Legge regionale n. 5 contro tutte le discriminazioni. Ed ha cominciato al lavorare ad altri due strumenti legislativi che si attendono da lungo tempo: una nuova legge regionale sulle migrazioni e una nuova legge regionale sulle politiche giovanili. Dobbiamo essere capaci, insieme, di utilizzare al meglio gli strumenti che le Leggi regionali ci offrono, senza moltiplicare gli interventi ma operando in sinergia.

    Tutti e tutte coloro che volessero contribuire a questa fase progettuale lo possono fare utilizzando la mail di riferimento per comunicare la propria valutazione ed eventuali proposte:

    diritti@regione.piemonte.it

     

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