• Matrimoni omosessuali, pari opportunità e diritti GLBTQI: anche questo è Obama

    “È il 2015. È ora che le donne vengano pagate come gli uomini a parità di lavoro” – a dirlo è stato ieri il Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, durante il consueto discorso sullo stato dell’Unione pronunciato davanti ai parlamentari americani riuniti in seduta congiunta.

    Non solo, perché Obama martedì notte davanti a quaranta milioni di americani che lo stavano guardando a reti unificate ha rotto anche un altro tabù: per la prima volta durante il discorso sullo stato dell’Unione ha parlato di transgender e bisessuali. ”Come americani condanniamo la persecuzione di donne, minoranze religiose, lesbiche, gay, bisessuali e transgender” – ha dichiarato.

    Infine ha lanciato anche un appello contro la discriminazione dei sentimenti chiedendo finalmente il riconoscimento delle nozze dei diritti per le persone omosessuali. Tutto questo lo dico lo stesso giorno in cui la procura di Livorno ha aperto un fascicolo dopo la presentazione di un esposto sulla decisione del Comune di trascrivere nozze gay già celebrate all’estero. Il comune di Livorno aveva deciso di trascrivere il matrimonio di due uomini già celebrato all’estero, ma l’atto era stato poi cancellato su disposizione del prefetto. Era stato poi presentato ricorso al tribunale amministrativo.

    Obama apre, l’Italia chiude? Non può essere così. Pari Opportunità e Diritti di tutti devono trovare la loro giusta e dignitosa collocazione all’interno dell’agenda politica di questo Paese.

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