• Le espressioni della violenza in rete contro le donne

    Non è un caso che a proporre e promuovere la stesura di una carta dei diritti in rete sia stata una donna, e non è neppure un caso che quella donna sia Laura Boldrini, la Presidente della Camera dei Deputati che spesso è stata oggetto di campagne di vero e proprio linciaggio mediatico online. Alzi la mano chi non si ricorda quando, a inizio anno, venne attaccata in modo brutale, becero e immotivato. All’epoca Beppe Grillo pubblicò sulla propria pagina facebook uno stato in cui chiedeva ai propri fan cosa avrebbero fatto se avessero avuto la Boldrini in auto. Apriti cielo! Il risultato che ne ottenne fu il meglio del peggior becerume che possa mai essere immaginato: gli insulti a sfondo sessista e sessuale non si contavano.

    Il sesso è probabilmente la chiave di tutto perché per risolvere l’annoso problema della violenza in rete prima di tutto ci si deve interrogare su come si possa cambiare la cultura del web. Siti internet e social network sfruttano il corpo delle donne per aumentare il proprio traffico e di conseguenza per fare profitto. Il gelato della Madia ha disgustato tutte noi, ma ci siamo interrogate su quante immagini simili vengano pubblicate e condivise ogni giorno sui social network? Avete mai provato a chiedere a facebook di rimuovere questi contenuti? Raramente chi si occupa di giudicare se un contenuto è offensivo oppure no decide di bloccare un utente o cancellare un’immagine: perché? Perché ne va del loro stesso profitto.

    Proprio ieri sera Giulia Innocenzi, la conduttrice di AnnoUno su La7, ha denunciato su facebook tutti gli insulti che ha ricevuto dopo l’ultima puntata durante la quale sono intervenute le Femen. Zoccola era forse l’insulto più gentile. Ma se la Innocenzi fosse stata Santoro avrebbe ricevuto lo stesso trattamento? O forse Laura Boldrini e Giulia Innocenzi sono obiettivi facile perché sono personaggi pubblici? No. Quello della violenza in rete è un problema che tutte le donne devono affrontare quotidianamente. Su internet ognuno di noi è solo e ci sono uomini che si nascondono dietro a una tastiera per dare sfogo alle proprie frustrazioni. Alle donne non si perdona il successo che riescono a ottenere e secondo qualcuno il miglior modo per umiliarle e la soggiogazione sessuale sul web.

    La carta dei diritti in rete stesa dalla Commissione per i diritti e i doveri in Internet costituita presso la Camera dei deputati è un buon punto di partenza perché vengono sanciti dei principi fondamentali quali il diritto all’identità, all’oblio, alla sicurezza, alla garanzia del rispetto della propria persona e all’educazione su internet. È necessario avviare un percorso di educazione civica per il web. Internet non è il far west, su internet non è tutto concesso. Il mio augurio è che chi governa la rete si renda conto dell’esigenza di porre dei paletti utili a difendere l’identità e l’onorabilità della persona sul web.

    (FOTO GABRIELE MARIOTTI)

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