• La violenza di genere diminuisce, ma non possiamo essere sereni

    Ieri a Roma abbiamo organizzato come AICCRE (Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) un seminario sulle risposte legislative, gli interventi e i servizi per contrastare la violenza di genere. Ho avuto l’opportunità di illustrare la nostra legge regionale 4/2016, “Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza ed ai loro figli”, proponendola come modello per la costruzione di un sistema coordinato di politiche a livello regionale.

    Sono intervenute Carla Rey, segretaria generale dell’AICCRE, Marina Lilli Venturini, presidente dell’ANDE (Associazione Nazionale Donne Elettrici) e la statistica Linda Laura Sabbadini. Quest’ultima ha sottolineato come spesso i dati non vengano correttamente interpretati o addirittura strumentalizzati. Innanzitutto, bisogna evidenziare che la tendenza generale è la diminuzione della violenza di genere. Se aumentano le denunce, non significa per esempio che gli stupri siano in aumento.

    È necessario anche leggere correttamente i dati rispetto all’incidenza della violenza da parte di uomini stranieri. Le donne italiane denunciano meno i loro partner, mentre più facilmente denunciano la violenza da parte di un uomo straniero, e le donne straniere denunciano più frequentemente, in particolare le donne dell’est per retaggio culturale, i propri partner stranieri. Infatti ben il 62.4% degli stupri sono ad opera di partner o ex, trattandosi di quella che viene chiamata violenza inattesa. Solo il 4% è a opera di estranei, e gli stranieri sono dunque una percentuale ancora minore.

    Viene denunciato solamente il 12% delle violenze. Un milione e cento mila sono invece le molestie sul lavoro. Raddoppia il numero delle donne che riconoscono la violenza subita come reato. Le giovani interrompono una relazione malata prima che vi sia un’escalation. Cresce la loro coscienza e la loro consapevolezza. Sono diminuite le violenze meno gravi e non le forme estreme. Le reazioni maschili sono più efferate. Aumentano le donne che hanno avuto paura per la propria vita.

    L’autonomia delle donne determina una reazione più grave degli uomini, che ritengono invece la donna di loro proprietà. Il rischio è allora che aumentino i femminicidi. Servono politiche di sensibilizzazione per evitare che la violenza degeneri.

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