• CIE, da Marino dichiarazioni fuori luogo che sono il segno della poca conoscenza del problema in questione

    Le parole del senatore Mauro Marino in merito al Centro di Identificazione ed Espulsione di Torino e alla mozione approvata ieri dal Consiglio comunale sono fuori luogo e segno di poca conoscenza del problema in questione: da un democratico ci saremmo aspettati una reazione più progressista e meno conservatrice.

    Riteniamo grave che il Presidente della Commissione Finanze e tesoro del Senato abbia voluto stroncare sul nascere un atto simbolico che aveva il merito di sollevare all’attenzione dell’opinione pubblica una condizione che è diventata insostenibile. E’ però ancora più grave la soluzione che è stata proposta dal senatore: spostare il CIE fuori città e ridurre i tempi di permanenza. Marino è mai andato in visita presso il centro? Noi, grazie al nostro ruolo istituzionale, sono due anni che ogni 40 giorni circa entriamo dentro la struttura di Torino e crediamo di avere titolo per giudicare inopportune le dichiarazioni rilasciate.

    Il problema sicurrezza per i cittadini ha una sola soluzione: chiudere tutti i CIE e cancellare il reato di clandestinità. In Italia con l’apertura di queste strutture è stata introdotta la detenzione amministrativa e ciò non è accettabile. La composizione della popolazione carceraria all’interno dei Centri di Identificazione ed Espulsione è variegata: ci sono persone che non hanno mai commesso reati; persone che arrivano da esperienze carcerarie; persone che erano solamente di passaggio sul nostro territorio. In ogni caso tutti individui che le istituzioni italiane non avrebbero dovuto rinchiudere dentro gabbie. Per non parlare dello spreco di risorse pubbliche per mantenere in piedi queste galere amministrative. Non si può banalizzare questo dibattito. Se iMarino vorrà sono disposta ad un confronto sulla questione e in tal caso porterò alla sua attenzione argomentazioni nel merito.

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